 |
THE INVISIBLES Manuale di sopravvivenza di fine millennio
di
Exquisite Dave
3.
Grant Morrison, praticamente una rockstar
Scozzese,
è nato a Glasgow il 31 Gennaio 1960 in una casa che, stando
a lui, adesso è un manicomio. Questo significa che nel 1976
, quando esplode il punk, Grant ha 16 anni e si trova in Inghilterra,
e questo deve avere influenzato non poco sulla formazione della
sua personalità. Inizia la carriera giovanissimo con una
collaborazione con la rivista Near Myths del 1978. Nel suo secondo
racconto crea il personaggio di Gideon Stargrave, una versione morrisoniana
di Jerry Cornelius nonché primordiale incarnazione di King
Mob.
La
gavetta dura ben 8 anni, con frequenti collaborazioni su 2000AD
(Future Shocks), Warrior e la scrittura di Starblazers per la DC
Thompson, oltre a qualche apparizione su Doctor Who e Zoids per
la Marvel Uk. Questo poco impegno in parte dipende anche dal fatto
che Morrison, in quel periodo, concentra la sua attenzione piu’
sull’attività di musicista nel gruppo indie The Fauves,
con cui realizza anche un EP.
Nel
1986 pretende e convince gli editor di 2000AD a fargli iniziare
la serie Zenith, una sorta di supereroe-popstar. Il personaggio
riceve numerose attenzioni, tanto che quando la DC Comics decide
di procurarsi autori che possano ‘ereditare’ il testimone
lasciato da Alan Moore, Grant è fra i primi prescelti (insieme
a Neil Gaiman, Jamie Delano e Pete Milligan).
Morrison
chiede di potersi dedicare ad una nuova versione di Animal Man,
che ottiene insieme ad una graphic novel (GN) di Batman, Arkham
Asylum (disegni di Dave McKean).
Risultato: Arkham Asylum è la GN del pipistrello più
venduta di sempre, anche se l’alta pretenziosità dell’opera
solleva alcune polemiche che spingono Grant a scrivere una storia
di Batman più convenzionale, la bellissima Gothic. Il restyle
di Animal Man, acclamato e controverso, è uno dei più
grandi successi di critica della DC Comics. Nell’arco di 26
numeri Grant Morrison opera uno stravolgimento di ogni canone di
lettura della serie, partendo da tematiche ambientaliste fino ad
arrivare al paradosso di immettere ‘tracce’ indelebili
di se stesso all’interno della storia: tanto che Buddy comprende,
finalmente, di essere solo il protagonista di uno stupido giornaletto,
alla mercé dei capricci dell’autore. Morrison stesso
appare nel numero 26, l’ultimo numero scritto da lui, a spiegare
ad uno sconvolto Buddy come funzioni la cosa: salvo poi rimettere
le cose in ordine, con buona pace di tutti.
Sull’onda
del successo Grant ottiene anche la Doom Patrol, altra serie acclamata
e controversa, gestita per quattro anni, e che in qualche modo è
un preludio ad Invisibles per la peculiarità del gruppo di
‘supereroi’ e per lo stile di scrittura decisamente psichedelico
(anche se gli Invisibles ricordano di più il celeberrimo
gruppo dei ‘cattivi’ della Doom Patrol, la Brotherhood
of Dada: una società che celebrava la totale assurdità
della vita, e incitava contro la realtà consensuale, in favore
della liberazione del divertimento e della libido).
Contemporaneamente
Grant scrive una miniserie horror, Kid Eternity, con i disegni di
Duncan Fegredo, il cui grande successo porta la neonata Vertigo
a tentarne una serie regolare, gestita in modo molto più
noioso da Ann Nocenti (chiuderà ben presto per scarse vendite).
Nel
contempo Morrison continua a scrivere fumetti per il mercato inglese,
di impronta molto politica (St. Swithin’s Day, Dare, The New
Adventures of Hitler, Bible John) e vince due premi con le sue opere
teatrali (Depravity, atto unico con protagonista Aleister Crowley
e Red King Rising, una sorta di incontro fra l’Alice del paese
delle meraviglie e Jack lo Squartatore), giusto per provare che,
se volesse dedicarsi alla prosa, potrebbe avere lo stesso successo…
Vari
One-Shot e GN accompagnano poi Grant al 1994, anno in cui crea la
sua serie più importante, The Invisibles. Nel corso dell’anno
e dei due successivi scrive l’one-shot di grande successo (4
ristampe) Kill Your Boyfriend, la deludente Mystery Play con Jon
J Muth, una mini per la Marvel, Skrull Kill Crew, e fa alcune apparizioni
in Swamp Thing, Hellblazer e in Spawn.
Gravissimi
problemi di salute compromettono l'attivita' di Grant alla fine
del 1996. Una pneumonia malamente diagnosticata dai medici (e, di
conseguenza, curata con farmaci errati) manda Grant vicino all'altro
mondo, come raccontato da egli stesso e da Mark Millar in alcune
drammatiche pagine della posta di Invisibles.
"I
dottori hanno scoperto un polmone spappolato, pneumonia cronica
e un qualche tipo di parassita fungino che si è attaccato
al polmone danneggiato. Mentre scrivo, sto aspettando una telefonata
dall’ospedale che mi dica se il danno si è esteso al
cuore. Le possibilità sono solo del 20% ma siamo molto preoccupati
perché significherebbe un intervento a cuore aperto…"
(Mark Millar, dalla posta
del numero 1.23)
Ma
è nel 1997 con la JLA che Morrison diventa la "Big Thing"
della DC Comics. Da lui personalmente richiesta ed ottenuta "a
patto che diventi un best-seller", la sua JLA riprende i mitici
eroi della DC, anche quelli ritenuti "editorialmente intoccabili",
e tenta una versione anni ’90 dello spirito più kirbyano
del gruppo di supereroi: battaglie intergalattiche, minacce di distruzione
dell’universo, sperimentazioni da tempo abbandonate perché
non al passo con i tempi. Le vendite danno ragione a Morrison, e
la JLA diventa il titolo DC più venduto.
L’improvviso
e sospirato ritorno alla notorietà procura a Grant lavori
un po’ ovunque per tutto il 1997 e 98: ma Vampirella e alcuni
crossover non del tutto riusciti non sono altro che distrazioni
che lo convincono a dedicarsi ai suoi due progetti principali: Invisibles
e JLA, ed è quello che conclude i suoi rapporti con la DC.
Nel 1998 Morrison ha scritto personalmente tutti i capitoli della
saga DC One Million, crossover comprendente tutte le serie DC; dopo
il numero 40 pare lascerà la JLA; nel 2000 si conclude la
saga di Invisibles, dopo averci spiegato (o confuso definitivamente
le idee) "il perché e il percome di tutte le cose dell'universo".
Ad
oggi è certa la rottura dei suoi rapporti con la DC comics,
probabilmente per il "mancato supporto" della casa editrice
a Morrison, decisamente imbufalito per la presenza di elementi chiaramente
ispirati a Invisibles nel film "Matrix". Si vociferava
un abbandono del medium fumetto da parte di Grant, che però
ha smentito immediatamente con la pubblicazione di Marvel Boy, miniserie
di stampo futuribile uscita per la Marvel, e un mucchio di nuovi
progetti. A maggio 2001 prenderà le redini, udite udite,
degli X-Men per grazia ricevuta dal nuovo editor-in-chief, Quesada,
più altri lavori per la Marvel, un romanzo e progetti musicali
di vario genere.

|