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CYRANO DE SATANIK
di
Il Pellegrino
Ci sono cose che ti fanno venire un sacco di dubbi. Specialmente quando
ti prendono di sorpresa, in quell'atroce intervallo di tempo che sta
fra quando ti metti a letto e quando ti addormenti. Fortunatamente,
nello stesso intervallo di tempo hai abbastanza riserve di
tranquillità e di
ordine mentale da venire a capo di questi dubbi, esistenziali o no
che siano.
Ma
andiamo con ordine: ok, sei un buon appassionato di fumetti. Hai
preso i classici di Repubblica dedicati a Kriminal
e Satanik. E hai scoperto che mancano decine di pagine. E la
cosa già ti fa arrabbiare. Digerisci poco le manipolazioni. Va
bene, alcune, come la traduzione e l'adattamento, puoi ancora
comprenderle e capire cosa hanno dietro. Ma cose come il rimontaggio
e il taglio (se non concordati con l'autore o operati da esso in quel
continuo lavoro di rifinitura di un'opera, cosa in questo caso
difficile visto che uno degli autori è definitivamente
irreperibile) non ti sono mai andate giù. Cerchi almeno una
spiegazione (in fondo sei un tipo controllato, e non ti va di esser
indicato come l'iniziatore dell'ennesima crociata), e infine ti viene
data. È sul numero 433 di Alan Ford, e dice che i tagli
sono stati fatti per “rendere più snella la storia a
beneficio di una lettura più spigliata. L'integrità di
un'opera va mantenuta quando si esibisce un rigoroso documento
storico, ma non mi sembra questo il caso."
E
l'acidità di stomaco cresce.
Poi
vai a dormire. Capita, una volta al giorno...
E ti assale un ricordo, quello di un allestimento del Cyrano de Bergerac che hai visto anni fa, fatto sul testo che hai letto
ulteriori anni prima. Un testo e un allestimento che hai
letteralmente adorato e che ti ha reso un ammiratore della figura di
Cyrano. Un allestimento che hai sempre riportato alla mente volentieri, e
a cui ripensi come a una delle cose belle a cui hai assistito. Un
allestimento in prosa (a opera di Franco Cuomo), e non in
poesia come è
originalmente strutturato il “Cyrano”.
Allora
cominciano i dubbi... È
coerente arrabbiarti per delle manipolazioni in campo fumettistico
quando lasci passare altre manipolazioni in campo letterario? Non
stai forse utilizzando due pesi e due misure?
Ti
rigiri nel letto, sudato, in preda a oscure considerazioni e atroci
interrogativi (“Oddio, sarò diventato un nerd?”),
poi ti fai la domanda giusta. Ma
siamo sicuri che siano manipolazioni dello stesso tipo?
La
versione in prosa del “Cyrano” nasce dopo un accurato studio dell'opera
e con uno scopo ben preciso, di livello contenutistico: far emergere
sfumature e contenuti che venivano coperti dalla versione in rima.
Certo quest'ultima era ricca di arguzie e di battute fulminanti,
avvantaggiate proprio dalla rima, ma l'arguzia e il gusto per la
sentenza andavano a coprire elementi (come la forte tragicità
della figura di Cyrano, che veniva di molto smorzata dall'esuberanza
linguistica, o il vero senso della figura di Cristiano, che
appare finalmente come l'antitesi di Cyrano più che come uno
zerbinotto) che erano sì presenti, ma soffocati. Da
notare, tra l'altro, che il film con Depardieu, fedele al
testo originale, cerca e ottiene un risultato simile grazie alla
recitazione e all'inserimento di pause (nell'atto di recitare,
appunto) che spezzano e “disinnescano”
la rima, tant'è che
dopo alcuni minuti di visione si ha l'impressione di assistere a una
messa in scena in prosa.
Infine, Cuomo ammette che, con un trattamento del genere, si finisce con l'avere un'altra opera, così
che il suo “Cyrano” cambia nome (e titolo) in Cirano, andando a
testimoniare l'allontanamento dal materiale originale.
Abbiamo
un equivalente fumettistico di un lavoro del genere, e non è
il tagliuzzamento di Kriminal e Satanik: s'intitola TNT ed è
una specie di “defacement” del volume di Tin Tin
intitolato “Coke en Stock”. In breve e a grandi linee, le
tavole della storia sono state annerite, lasciando visibili solo
alcuni elementi e, soprattutto, facendo emergere un'altra storia.
Ancora
una volta non si modifica un'opera, ma partendo da essa se ne ottiene
un'altra, con un lavoro che è
fatto sul piano della forma per ottenere un effetto su quello dei
contenuti.
I
tagli a Kriminal e Satanik di Repubblica non rivelano aspetti inediti
dei due personaggi, non fanno emergere nuovi piani di lettura, ma
rendono, specialmente in Kriminal, quasi campate in aria alcune
scene. Alla faccia della lettura più spigliata. Ma
la frase peggiore è
quella dopo: “L'integrità
di un'opera va mantenuta quando si esibisce un rigoroso documento
storico, ma non mi sembra questo il caso.” È
una frase tremendamente irrispettosa nei confronti di un'opera, quale
essa sia, che ha sempre il diritto di esser riprodotta integralmente,
a meno che non vi siano motivi forti per non farlo. Paradossalmente,
operazioni come quello del Cyrano in prosa o di TNT sono più
rispettosi nei riguardi dell'opera originale, viste le finalità
con cui sono state fatte, finalità
che non si limitano a rendere appetibile un prodotto a un pubblico
“moderno”,
o (come nel caso dei rimontaggi) a costringerle in misure per cui non
sono nate. Sono operazioni non strettamente cosmetiche e che non
“vendono”
il loro risultato come l'opera originale.
Una
frase come quella sull'integrità di un opera e sui documenti
storici e' irrispettosa nei confronti dell'opera stessa e, per
traslato, nei confronti del mezzo. E la cosa peggiore è che
proviene da chi si occupa professionalmente del mezzo stesso. Un
mezzo che soffre ancora di problemi di scarsa credibilità da
parte dei non appassionati. Ma la domanda è: come si aumenta
la credibilità, con parole come quelle?
Va
bene. Hai trovato una soluzione ai tuoi dubbi. Forse durerà,
forse è solo una razionalizzazione. Ma almeno stasera
riuscirai a prender sonno...

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