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HULKANDO
di
Sheovan
Cè Hulk dopo la morte? E il
titolo di Incredible Hulk
225 (in originale, Is There Hulk After Death?).
Non sappiamo se il Golia Verde ci accoglierà dopo la morte
(magari gridando Hulk spacca le anime dei pavidi
umani!), ma il personaggio creato da Stan Lee e Jack
Kirby nel 1962 è senzaltro diventato unicona
dellimmaginario occidentale.
Per chi si stesse avvicinando solo adesso alla serie, magari attratto dal ritorno del grande Peter David, e fosse interessato a conoscere meglio la quarantennale carriera del Golia Verde, abbiamo pensato di indicare quelli che ci sono sembrati i numeri-chiave migliori. Naturalmente, la scelta è personale, e
quindi opinabile, ma abbiamo cercato di offrirvi un quadro il più
possibile completo di una serie che ha come principale caratteristica
il mutamento.
Incredible Hulk 1: The Coming of the Hulk
Maggio 1962
Trama e dialoghi: Stan Lee
Trama e disegni: Jack Kirby
Chine: Paul Reinman
E il primo episodio di Hulk: tutti i personaggi chiave della
serie sono già introdotti: dal giovane Rick Jones, il
creatore di Hulk (è per salvarlo che Bruce
Banner assorbe i raggi gamma che lo trasformeranno nel Golia
Verde), al generale Ross, a sua figlia Betty, che in
seguito Banner sposerà (e già dal primo numero si vede
che è attratta dal giovane scienziato). Hulk però è
grigio (diventerà verde nel numero 2, visto che Stan Lee si
era accorto che il grigio non veniva bene stampato sulla newsprint,
la carta da giornale allepoca usata per i comic book), e ha una intelligenza malvagia: non è il mostro infantile che sarebbe
diventato in seguito. Il racconto ha il ritmo di un horror classico,
e lispirazione di Lo
strano caso del Dottor Jekyll e del Signor Hyde è
evidente. Non a caso, Banner diventa Hulk quando calano le tenebre.
Hulk #1 in buone condizioni costa 9.200 dollari.
Tales to Astonish 60: The Incredible Hulk
Ottobre 1964
Trama e dialoghi: Stan Lee
Trama e disegni: Steve Ditko
Chine: George Roussos
La serie regolare ha chiuso dopo soli sei numeri, ma Stan Lee
ripropone il personaggio in un mensile antologico, con storie di
appena dieci tavole. Adesso Banner si trasforma in condizioni di
stress (così la trasformazione è inaspettata e aumenta
la suspense). Allepoca il numero costava 12 cent, adesso per
avere una copia in buone condizioni bisogna sborsare 175 dollari.
Incredible Hulk 140: The Brute Who Shouted Love at the Heart of the Atom!
Giugno 1971
Storia: Harlan Ellison e Roy Thomas
Disegni: Herb Trimpe
Chine: Sam Grainger
Il piccolo e polemico scrittore di fantascienza Harlan Ellison è
sempre stato appassionato di fumetti (sul numero della rivista di
fantacienza Locus
uscito lo scorso agosto e dedicato quasi interamente ad Alan
Moore, cè una sua vibrante lode del medium) e non è
quindi insolito che sia autore del soggetto della storia (i dialoghi
sono di Roy Thomas), nella quale Hulk viene rimpicciolito dal
malvagio Psyclop e va nel microverso contenuto in un granello
di polvere. In quel microverso tutti sono verdi come lui, grazie alla
magia riesce ad avere la mente di Bruce Banner nel corpo di Hulk e
vive unappassionata storia damore con la bella Jarella.
Hulk ritorna però a grandezza naturale e il suo sogno damore
è infranto.
Jarella tornerà altre volte per poi trovare la morte in
Incredible Hulk 205, ma Hulk visiterà ancora il suo
mondo (molto simile a quello di Conan) dopo la sua scomparsa.
I disegni sono di Herb Trimpe, disegnatore della serie per quasi
sette anni, che dà a Hulk la sua caratterizzazione grafica più
classica.
Incredible Hulk 180: And the Wind Owls
Wendigo!
Ottobre 1974
Incredible Hulk 181: And Now
The
Wolverine!
Novembre 1974
Storia: Len Wein
Disegni: Herb Trimpe
Chine: Jack Abel
La nascita di una leggenda spesso non ha nulla di eroico. Il
nanerottolo con un assurdo costume giallo e artigli presumibilmente
finti che appare in questa saga in due parti è proprio
Wolverine, destinato a entrare nel supergruppo degli X-Men
(eroi mutanti, cioè con superpoteri congeniti, non acquisiti)
e a diventare un personaggio di grande successo. Questo Wolverine ha
ben poco in comune con il character ironico e affascinante che tutti
conosciamo (la sua personalità si deve a John Byrne e
Chris Claremont, che lo hanno plasmato nella serie X-Men),
ma è comunque la sua prima apparizione. I due albi sono molto
ricercati, malgrado la storia e i disegni siano di qualità
piuttosto scarsa: il primo adesso costa 140 dollari, il secondo
addirittura 850!
Incredible Hulk 312: Monster
Ottobre 1985
Storia: Bill Mantlo
Disegni: Mike Mignola
Chine: Gerry Talaoc
Il film di Hulk di Ang Lee sembra a tratti una lunga seduta
dallanalista: il regista ha sviscerato il rapporto edipico fra
Bruce Banner e il padre. Ha senzaltro preso spunto da questo
numero, nel quale viene introdotto il padre psicopatico di Bruce, in
seguito ripreso da Peter David. Qui il genitore si chiama Brian,
mentre nel film si chiama David, probabilmente per omaggiare
la serie televisiva. Nella serie, infatti, Bruce Banner era stato
ribattezzato David, perché Bruce, secondo i
produttori, era un nome gay!
Incredible Hulk 331: Inconstant Moon
Maggio 1987
Storia: Peter David
Disegni: Todd McFarlane
Chine: Kim DeMulder
Altro numero storico, anche se non eccezionale dal punto di vista
qualitativo.
Peter David è un ex-impiegato al reparto vendite della Marvel,
che quasi per caso è approdato alla scrittura un paio di anni
prima (ha già scritto una quindicina di episodi di Spectacular
Spider-Man). Il suo ciclo su Hulk inizia ufficialmente qui - anche se in
precedenza aveva scritto il numero 328, un riempitivo - durerà
per undici anni e David diventerà il migliore scrittore della
serie e uno dei più brillanti nella storia della Marvel.
Todd McFarlane è un giovane disegnatore canadese di belle
speranze. Non imparerà mai a disegnare delle anatomie decenti,
ma diventerà un autore hot e in seguito si
trasformerà in un abilissimo uomo daffari.
Incredible Hulk 345: Closing Curtain
Luglio 1988
Storia: Peter David
Disegni: Todd McFarlane (chine incluse)
Adesso per Ground Zero
si intende il luogo dove un tempo cerano le Torri Gemelle,
distrutte nellattentato dell11 settembre. Alla fine
degli anni Ottanta, per Ground
Zero si intendeva questa storia di Hulk (che adesso è
tornato grigio), nella quale David e McFarlane mixano azione,
complotti e suspense con notevole abilità. Tutto ruota attorno
ai piani del Capo,
storico nemico di Hulk (al quale McFarlane ha dato un nuovo look) e a
una bomba gamma. In questo numero (lungo ben 38 pagine) la saga si
chiude, con un colpo di scena: Hulk fallisce la sua missione!
Incredible Hulk 347: Crap Shoot
Settembre 1988
Storia: Peter David
Disegni: Jeff Purves
Chine: Mike Gustovich
Dopo la conclusione di Ground
Zero David rivolta la serie come un guanto. Hulk è
grigio, cinico, bastardo e terribilmente simpatico, lavora come
guardia del corpo per Michael Berenghetti, un mafioso di Las
Vegas, ed è pieno di donne!
Complimenti a David!
Incredible Hulk 377: Honey, I Shrunk The Hulk
Gennaio 1991
Storia: Peter David
Disegni: Dale Keown
Chine: Bob McLeod
Uno degli episodi chiave della serie, nel quale si rivela che i
problemi di Bruce Banner nascono dalla sua personalità
multipla. Lo psichiatra Leonard Samson (che ha in misura
minore i poteri di Hulk, visto che anche lui è stato colpito
dai raggi gamma) fa ipnotizzare Bruce Banner dallex
supercriminale Ringmaster. Bruce Banner, lHulk Grigio e
bastardo e lHulk verde e infantile si trovano di fronte. Si
fondono e nasce il nuovo Hulk: forte come lHulk Verde, con
lintelligenza di Banner e un po bastardo come lHulk
Grigio. David cambia la serie, e il nuovo Hulk (che non si trasforma
più in Banner) sarà protagonista per anni.
Incredible Hulk 420: Lest Darkness Come
Agosto 1994
Storia: Peter David
Disegni: Gary Frank
Chine: Cam Smith
Sono gli anni Novanta, lAids è la malattia più
amata dai media (perché pericolosa, ma anche perché il
contagio è spesso legato al sesso). David si confronta con la
malattia, in un numero densissimo. Lafroamericano Jim
Wilson, partner di Hulk negli anni Settanta al posto di Rick
Jones, muore di Aids. David scrive una storia commovente e allo
stesso tempo una sorta di Bignami sullAids, con informazioni
su come si prende e su come evitarla. Forse un po troppo
politically correct, ma a tratti coinvolgente.
Incredible Hulk 466: Of All Sad Words
Luglio 1998
Storia: Peter David
Disegni: Adam Kubert (chine incluse)
Incredible Hulk 467: The Lone and Level Sands
Agosto 1998
Storia: Peter David
Disegni: Adam Kubert
Chine: Mark Farmer
Tutto finisce, anche il lungo ciclo di David. I dirigenti Marvel
volevano un ritorno allHulk stupido (quello della memorabile
frase: Hulk spacca!) e lo sceneggiatore decide di
lasciare la serie. Non prima però di essersi preso una subdola
rivalsa. Nel primo albo fa morire Betty, nel secondo, ambientato
dieci anni dopo, un barbuto Rick Jones racconta a un giornalista di
nome Peter (forse Peter Parker, alias lUomo Ragno, forse lo
stesso David) gli sviluppi che avrebbe avuto la serie se lui avesse
continuato a scriverla (Hulk braccato dallesercito, una grande
sciagura detta linferno sulla terra, la storia damore
fra Banner e una ufficiale). Nel finale è totale la fusione
tra David e Jones, che conclude con la frase: ho detto
abbastanza.
Hulk 1: The Gathering Storm
Aprile 1999
Storia: John Byrne
Disegni: Ron Garney
Chine: Dan Green
La serie ricomincia da uno con un nuovo titolo. Byrne ignora il ciclo
di David, e si rifà alla serie televisiva. Banner va on the
road, braccato, e nei momenti di stress diventa Hulk. Bella rivalsa
per Byrne (lui e David si detestano per via di antiche ruggini),
anche se langlocanadese ha poco da ridere: viene licenziato
dopo soli sette numeri.
The Incredible Hulk 12: Snake Eyes Part 1
Marzo 2000
Storia: Paul Jenkins
Disegni: Ron Garney
Chine: Sal Buscema
Dopo 5 numeri di interregno, Paul Jenkins inizia a scrivere la serie,
recuperando molti elementi del ciclo di David (anche se per lui
lHulk intelligente è solo unaltra personalità
multipla di Banner), e la serie riprende anche il titolo originale.
Peccato però che non abbia lironia del suo
predecessore.
Incredible Hulk 34: The Morning After
Gennaio 2002
Storia: Bruce Jones
Disegni: John Romita Junior
Chine: Tom Palmer
Altra svolta per il Golia Verde, arriva il veterano Bruce Jones ai testi, per un ciclo molto acclamato
dalla critica. Jones ignora pressoché tutta la continuty
(commette diversi errori, anche clamorosi), e si ispira alla serie TV
(cè un Banner braccato), ma ha alcune frecce al suo
arco: utilizza sapientemente temi complottistici alla X-Files,
riesce a coinvolgere il lettore, e non fa apparire Hulk quasi mai.
I difetti: narrazione troppo lenta, sceneggiature discrete ma
soggetti un po debolucci. Tuttavia, il suo ciclo ha un certo
fascino: è un approccio totalmente diverso da quello di David,
ma non disprezzabile.
The Incredible Hulk: Future Imperfect
Dicembre 1992-Gennaio 1993
Storia: Peter David
Disegni: George Perez (chine incluse)
Splendida miniserie in due volumetti in formato prestige (48 pagine
ciascuno e brossura). In un distopico futuro postatomico i pochi
umani rimasti sono tiranneggiati dal Maestro, un barbuto
mostro verde che non altri che Hulk, diventato malvagio. Il nostro
Hulk viene portato nel futuro da Janis, la nipote dellormai
vecchissimo Rick Jones e riesce a sconfiggere il se stesso futuro.
David si ispira a Terminator e, grazie anche ai disegni di
George Perez, crea un capolavoro. Affascinante il museo di cimeli di
supereroi di Rick Jones: ci sono il martello di Thor, le
armature di Iron Man, gli artigli di Wolverine,
lo scudo di Capitan America, eccetera. I loro proprietari
sono morti.
The Incredible Hulk: The End
Agosto 2002
Storia: Peter David
Disegni: Dale Keown
Chine: Joe Weems
Siamo di nuovo nel futuro. Cè solo morte sulla terra.
Gli unici esseri viventi sono mostruosi insetti giganti e un essere
verde: Hulk. Banner vorrebbe morire, ma Hulk non lo lascia, il Golia
Verde (che Banner sente sempre dentro di sé) vuole continuare
a vivere. Solo nel finale sembra che anche Hulk abbracci la signora
con la falce
Storia elegiaca, che vede David tornare ai testi di Hulk (mentre i
disegni sono di Keown, altro classico autore del personaggio).
Vorrebbe essere lultima storia di Hulk, ed è in effetti
molto malinconica e pessimista. Forse troppo.
APPENDICE 1: LE ODISSEE EDITORIALI DI HULK
Hulk è il secondo personaggio del Marvel Universe
ad essere creato (prima di lui cerano stati i Fantastici
Quattro). Il primo numero di Incredible
Hulk è datato Maggio 1962 (la cover date di
Fantastic Four #1 è
Novembre 1961). Considerando che allepoca i comic book erano
postdatati di circa quattro mesi, possiamo supporre che Incredible
Hulk #1 sia arrivato nelle edicole e nei drugstore americani nel
gennaio dello stesso anno.
La prima serie di Hulk (bimestrale) ha però vita breve e si
conclude con il numero 6 (datato Marzo 1963). I primi 5 numeri sono
realizzati da Stan Lee e Jack Kirby, il sesto numero è
disegnato da Steve Ditko sempre su dialoghi di Lee.
Stan The Man non si dà però per vinto e
lanno successivo decide di riproporre Hulk sullantologico
Tales to Astonish. Il
Golia Verde debutta sul numero 60 (datato ottobre 1964) e divide la
testata con Giant Man (ci sono due avventure di 10 tavole
ciascuna una con protagonista Hulk, laltra con
Giant-Man, invece di una sola di 20 e il team creativo - Lee e Ditko
- è lo stesso di Incredible Hulk #6. I due avevano
creato lUomo Ragno meno di due anni prima).
Con il numero 70 (agosto 1965) il nuovo comprimario diventa Namor
il Submariner (va via Giant Man). Gli albi Marvel allepoca
erano distribuiti dalla concorrente DC Comics che aveva posto un
vincolo al numero di testate che la concorrente poteva pubblicare.
Ecco perché molti personaggi vedevano la luce su testate
antologiche come Tales to Astonish, Tales to
Suspense, Strange
Tales.
Alla fine degli anni Sessanta la Marvel cambia distributore e non ha
più vincoli esterni al numero di testate da pubblicare. Tales
to Astonish cambia nome in The Incredible Hulk conservando
la vecchia numerazione. The Incredible Hulk #102
(datato aprile 1968) è il primo interamente dedicato al Golia
Verde (se escludiamo il numero 100, che vedeva uno scontro tra Hulk e
Namor).
La serie va avanti fino al numero 474 (datato marzo 1999, e uscito
nel gennaio di quellanno, dalla fine degli anni Ottanta i
comic book sono postdatati solo di due mesi). Il mese successivo esce
Hulk #1. Allepoca la Marvel faceva chiudere quasi tutte
le serie storiche e le faceva ricominciare da 1,
sperando di aumentare così le vendite.
A partire dal numero 12 (marzo 2000) la testata torna a chiamarsi The Incredible Hulk, mandando però in crisi i
collezionisti. La Marvel continua a chiamare la serie The
Incredible Hulk Volume 1 e non Volume 2, anche se è
la seconda serie di Hulk. Non è escluso però che la
serie non torni alla numerazione originaria, magari in corrispondenza
con il numero 550 (ottenuto sommando i numeri di The Incredible
Hulk prima serie con quelli di The Incredible Hulk seconda
serie). Hanno fatto qualcosa di simile recentemente con Fantastic
Four.
APPENDICE 2: HULK IN ITALIA
In Italia, Hulk approda nei primi anni Settanta, prima sulle pagine
de LUomo Ragno (edizioni Corno), poi si conquista una
testata tutta sua, Hulk e i Difensori, che parte da Incredible
Hulk #124. E una mossa logica dedicare una testata al
popolare Golia Verde, pubblicandolo insieme alla serie dei Difensori,
insolito gruppo di supereroi del quale fa parte. La Corno aveva fatto
lo stesso con Thor, che era pubblicato insieme ai Vendicatori
(supergruppo del quale è quasi sempre stato membro).
A partire da Incredible Hulk #175, Hulk ritorna a fare da
comprimario su LUomo Ragno: i supereroi Marvel, dopo il
boom dei primi anni Settanta, incominciano ad essere meno apprezzati
e pochi anni dopo la Corno chiude.
Dopo un numero (Incredible Hulk # 245) pubblicato dalla
rivista Marvel edita dalla Labor (ne escono solo due numeri),
Hulk ritorna nelle edicole italiane alla fine degli anni Ottanta,
come comprimario (insieme a Devil) della testata Fantastici
Quattro edita dalla Star Comics (la Star riprende con Incredible
Hulk #250, saltando i numeri 246-249). Sono storie firmate da
Bill Mantlo e Sal Buscema, che non piacciono ai lettori, anche perché
le confrontano con i Fantastici Quattro di John Byrne e il Devil di
Frank Miller, pubblicati sulla stessa testata. Leditor Marco
Marcello Lupoi decide allora di saltare quasi quattro annate della
serie, tutti gli episodi di Incredible Hulk dal n.267 al
n.313 (inclusi). Allepoca venne considerata una scelta
discutibile, a posteriori si è rivelata azzeccata. Il periodo
saltato era obiettivamente piuttosto scarso qualitativamente, tra i
pochi albi interessanti cera Incredible Hulk #312, con
lintroduzione del padre di Bruce Banner (figura fondamentale
nel film, anche se gli hanno cambiato il nome da Brian a David), che
infatti è stato in seguito pubblicato.
Il salto degli albi permette di arrivare in pochi mesi al ciclo di
Peter David e Todd McFarlane. La serie diventa una delle più
apprezzate di Fantastici Quattro e quando, nellaprile
del 1994, nasce la Marvel Italia (casa editrice dipendente dalla
Marvel USA che ha i diritti di tutte le serie della Casa delle
Idee) Lupoi (diventato dirigente della neonata società)
decide di staccare Hulk e Devil da Fantastici Quattro e
dedicare loro un mensile. In quello stesso mese esce così il numero 1 di
Devil & Hulk, che per anni ha un buon successo grazie
soprattutto alle storie di Hulk scritte da David (mentre Devil ha
storie di qualità altalenante).
Nel 1999 la testata cambia nome in Devil, lUomo senza paura
(e riparte dal numero 1), per dare risalto alla saga del Diavolo
Rosso scritta dal regista Kevin Smith e disegnata da Joe Quesada, che
in seguito sarebbe diventato editor in chief (supervisore capo) della
Marvel. Con linizio della saga di Smith-Quesada finisce il
lungo ciclo di David e il livello delle storie di Hulk precipita.
In seguito, la testata ha ripreso il nome (Devil e Hulk) e la
numerazione originali, sia per sfruttare la promozione del film, sia
per larrivo ai testi della serie di Bruce Jones.
APPENDICE 3: COME COLLEZIONARE HULK
E molto difficile accostarsi a una serie che dura da
quarantanni. Centinaia di numeri, diverse edizioni italiane,
una vita editoriale tumultuosa.
A chi non si volesse limitare a cercare di procurarsi i numeri chiave
che abbiamo consigliato, ma intendesse iniziare una collezione di
albi di Hulk, consigliamo di andare alla ricerca della serie Devil
& Hulk, che, iniziata nellaprile 1994 è
attualmente arrivata al n.95. Inizia con Incredible Hulk #377
(di cui parliamo nellarticolo principale), punto di svolta del
personaggio. Gli arretrati si possono richiedere sul sito di Panini
Comics www.paninicomics.it
Quasi tutti i primi 70 numeri sono esauriti, ma molti possono
essere reperiti abbastanza facilmente in fumetteria o alle fiere.
Sempre sul sito trovate la ristampa in volume delle saghe Ground
Zero di David-MacFarlane e di Futuro Imperfetto di
David-Perez, libri imperdibili per un appassionato di Hulk.
E più difficile da trovare Devil & Hulk 0,
uscito nella primavera del 1994: ma è un numero interessante,
sia per la cover di un disegnatore italiano, Dante Bastianoni dello
staff di Nathan Never, sia perché cè ledizione
italiana di Incredible Hulk 312, con la prima apparizione del
padre di Bruce Banner.
Devil & Hulk ha 72 pagine fino al n.50: alterna numeri con
due storie di Hulk e una di Devil a numeri con due storie del Diavolo
Rosso e una sola del Golia Verde. Però la star, fino
allarrivo della saga di Smith-Quesada, è lHulk
di David, che ha molto spesso lonore della copertina (ci sono
anche alcuni numeri tutti dedicati a Hulk). Quasi raggiunta la
produzione americana, con il n. 42 viene pubblicata anche la serie
dedicata a Elektra, che però non piace. Con il n. 50 la
testata passa a 48 pagine, poi torna a 72, oggi è a 80. Per un paio danni è stata bimestrale.
Su Devil & Hulk non è però mai stato
pubblicato Incredible Hulk #435: è strano perché
la storia è scritta da Peter David, ed è piuttosto
simpatica. Chiaramente ispirata al film Il migliore, con
Robert Redford, la storia vede Hulk giocare in una squadra di
baseball e scontrarsi con Rhino, che milita nella squadra avversaria.
Consigliamo, sempre edito dalla Panini Comics anche il primo Marvel
Monster Edition, quasi trecento pagine dedicate alla maxiserie del
2001 dei Difensori, di Kurt Busiek e Erik Larsen. La serie ha cercato
di riprendere il Marvel style più classico (Hulk parla nel
vecchio linguaggio infantile, pieno di Hulk spacca!),
ma negli States non ha avuto molto successo.
Per chi sa linglese e vuole leggersi le prime storie di Hulk
senza spendere troppo, ci sono tre Essential Hulk editi dalla
Marvel USA, volumoni di oltre 500 pagine che ristampano in bianco e
nero e a prezzo contenuto (costano 14.95 dollari ciascuno) tutta
prima serie di Hulk, le sue apparizioni su Tales to Astonish e
sulla nuova serie di Incredible Hulk (arrivano fino a
Incredible Hulk #117, del luglio 1969).
Buona caccia agli Hulk!

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