|
SHEOVAN E I VASSALLI DEL RATTO Demoniaca intervista ad Ampollini & Cavalli, alias Paola & Chiara
di
Sheovan
Caro Leo, hai mai pensato di fare un "Legends of the Rat-Man" in cui i migliori autori del fumetto mondiale danno la loro interpretazione del Ratto?
(Sheovan, 25/3/96)
Grande è la preveggenza di Sheovan!
(Non a caso Nostradamus seguiva le mie lezioni di "Istituzioni di profezia I" ). Come vedete dalle risposta di Leo Ortolani qui riprodotta, il creatore di Rat-Man ha subito apprezzato i consigli sheovanici, pur impiegando nove anni per metterli in pratica. Il numero 48 di Rat-Man in uscita a maggio sarà infatti realizzato da autori ospiti e, anche se Michele Ampollini e Marcello Cavalli (sceneggiatori di due delle quattro storie del numero) forse non sono ancora "i migliori autori del fumetto mondiale", sono senz'altro dei fedeli vassalli del Ratto (mica come il Giuda di Aldo...) .
Vi firmate Ampollini e Cavalli e non viceversa perché Ampollini non vuole fare la fine del Lucentini del celebre duo Fruttero e Lucentini?
Michele: in effetti il motivo è proprio quello, ma non dirlo a Cavalli: lui è convinto che sia per un mero criterio di ordine alfabetico.
Marcello: (fa un classico rituale scaramantico che ben potete immaginare)
Vi hanno definiti (invero, Sheovan vi ha definiti così...) i Paola e Chiara del fumetto: chi è Paola e chi è Chiara?
Marcello: è un problema... Chiara è bionda e Miki e più sul biondo, però è meno alta di Paola e io sono meno alto di Miki. Però se Paola è alta come Miki, Miki non ha il seno di plastica come Paola... ma nemmeno io... Non se ne salta fuori, comunque cantiamo meglio noi.
Michele: spero di essere Chiara, perché se fossi Paola passerei tutta la giornata a toccarmi le tette.
Siete due cugini, come anche Frederic Dannay e Manfred B. Lee alias Ellery Queen (e, immagino, cugini da parte di madre come loro): progettate di creare uno scrittore detective?
No, perché siamo solo cugini di secondo grado: al massimo ci lasciano scrivere di un Brigadiere analfabeta.
I musi ispiratori?
Marcello: A parte i "musi di scimmia", Goscinny & Uderzo (anche loro una coppia con uno che se ne è andato anzitempo), Mort Walker, Johnny Hart, l'universo Marvel... e per l'Italia Magnus e Manara.
Michele: oltre a Paola e Chiara? Per il fumetto Bill Watterson (quello di Calvin & Hobbes), Quino, Gary Larson, Goscinny, Jacovitti e un certo Leo Ortolani. Ma non dimentichiamo Matt Groening, Woody Allen, i Monty Python.
In I miei ragguardevoli sabati sera ritraete la provincia italiana con malinconica ironia: cosa vi piace e cosa no, della provincia (anch'io sono iperprovinciale)?
Marcello: mah, la provincia ha di bello che è tutto a portata di mano, è un microcosmo dove trovi qualunque realtà e non devi fare i salti mortali per entrare in contatto con quello che cerchi. È più rassicurante di una metropoli e, forse, per ora, meno stressante. Di contro forse è più bassa, un po' più meschina, un po' meno aperta, ma il mondo ormai è talmente in comunicazione che queste chiusure sono in via d'estinzione.
Michele: mi piace prendere la bicicletta ed essere in aperta campagna in un minuto scarso: vale tutti gli aperitivi, le discoteche e gli eventi mondani che ci perdiamo a essere provinciali.
Come siete stati scoperti da Leo?
Marcello: siamo stati caldamente raccomandati da Paolo Nori che ci ha fatto il favore più grande del mondo!
Michele: la verità nuda e cruda? La solita spintarella all'italiana. Uno zio del cugino del cognato della sorella gemella di un compagno di banco di Marcello conosceva una che era seduta al cinema di fianco a Leo.
Meglio I ragguardevoli o Esopo Reloaded?
Marcello: sono cose diverse, forse anche, in certe sfumature, per palati diversi. Di certo ai Ragguardevoli vogliamo molto bene per mille motivi...
Michele: "Esopo Reloaded" mi aiuta a credere di avere studiato il greco per qualcosa. E poi forse ha un tipo di umorismo meno deperibile rispetto ai "Ragguardevoli". L'esperimento migliore sarebbe pubblicarli e vedere quale dei due supera per primo il milione di copie vendute, ma l'ultima volta che ci siamo presentati a una casa editrice ci hanno vomitato sui manoscritti e ci siamo rimasti un po' male.
Come funziona la vostra collaborazione?
Marcello: è simbiotica, non ci sono ruoli precostituiti, iniziamo a raccontarci una storia, la plasmiamo a vicenda (a volte lanciandoci certe occhiatacce...) e dove uno si ferma continua l'altro. È abbastanza rassicurante.
Michele: da una parte scrivere a quattro mani è difficile perché c'è meno spazio sulla tastiera, e non solo metaforicamente. Dall'altra è più facile perché le idee raddoppiano. Un po' come le chances in discoteca per i bisessuali (questa l'ho rubata a Woody Allen).
Ormai siete diventati gli alter ego di Leo: forse per un comune sentire?
Marcello: Bè, bisogna ammettere che spesso ormai, quando usciamo insieme a Leo, ci capita di fare delle battute e di guardarci stupiti perché le pensiamo uguali nello stesso momento. A frequentarsi ci si somiglia, come chi si sposa... Di certo siamo noi che stiamo cominciando ad assomigliare al Leo che è un chilometro sopra di noi ancora... Anche se a volte qualcosa forse gli lasciamo anche noi (il conto della pizzeria, ad esempio).
Michele: ci stiamo impegnando al massimo e ce la mettiamo tutta, ma credo che Leo come autore sia irraggiungibile. Di certo "Alter ego" è una parola grossa. Diciamo che al massimo possiamo ambire a fare gli "alter".
È stato lui a chiedervi di scrivere Rat-Man? Sbaglio, o state anche sceneggiando la serie animata?
Non sappiamo come queste notizie tendenziose siano arrivate agli addetti ai lavori. Ci chiudiamo in un sovietico silenzio.
Avevate un po' di ansia da prestazione?
Marcello: solo quando scriviamo a letto.
Michele: altroché! L'ho curata con tre flaconi di viagra. Non è servito alla qualità della storia, ma se non altro l'ho scritta su un tavolo che stava a 10 cm da terra.
Potete anticiparci qualcosa sulle vostre storie?
Marcello: Il compagno Nikita Krusciov gode di ottima salute e presto tornerà a prendere le redini dello stato!
Michele: Leo mi ha intrippato alla grande con il metafumetto della quadrilogia di Dio: impossibile resistere alla tentazione di riprendere il tema, e di mettere qualche cameo di vecchie glorie Rat-maniane. Inoltre sono molto orgoglioso dei disegni, che però non sono miei ma del bravissimo Donald Soffritti.
Per Michele: Leo dice che all'approssimarsi dell'uscita del n. 48 sei fuggito a Melbourne: è per vedere il match dei quarti di Coppa Davis Australia-Argentina (che però sarà a luglio) o c'è un altro motivo?
In realtà devo studiare l'opportunità di inserire il lancio del boomerang nel programma delle prossime Olimpiadi. Il problema è che non si sa ancora se il vincitore deve essere chi lo scaglia più lontano o più vicino.
Per entrambi: di cosa siete più orgogliosi?
Marcello: sono orgoglioso della mia abilità nel costruire astronavi col lego.
Michele: sarò orgoglioso quando qualcuno mi dirà che lo sterminato c... che abbiamo avuto ad incontrare Leo alla fine è stato meritato. Nel frattempo, mi sa che di questo famigerato numero 48 ne compreremo in due almeno un migliaio di copie.
E per chi fosse poco sheovanico, eccovi la loro bio:
Ampollini (Michele) e Cavalli (Marcello), cugini e "monade creativa" (qualunque cosa significhi) nascono a metà degli anni '70, a otto mesi di distanza l'uno dall'altro (il primo è coetaneo di Angelina Jolie, il secondo di Alessia Merz), direttamente col pannolino a zampa d'elefante. Una volta nati, decidono di non perdere tempo e a sei anni si buttano nel mondo dell'editoria e del fumetto, creando nel garage dei nonni le testate di intrattenimento giovanile Slurp e Il Leggione.
Per vent'anni creano opere letterarie e a fumetti che riscuotono unanime consenso presso la famiglia e il vicino di pianerottolo, ma si cimentano anche in progetti solisti: Ampollini crea il personaggio del sessuologo-ciarlatano Dottor Ampollozzi e Cavalli produce una serie di fumetti con protagonista Supernoxè (l'eroe di Noceto, che salva il borgo da cataclismatiche invasioni).
Ma il richiamo del sangue è più forte: la collaborazione con Ampollini è ripresa e i due, finalmente maturi artisticamente, scrivono "I miei ragguardevoli sabati sera" ed "Esopo reloaded", antologie di racconti che li fanno conoscere anche al pubblico di Rat-Man, che comincia a seguirli (per fortuna senza riuscire a prenderli).
Grazie alla stima e all'amicizia di Leo approdano alla sceneggiatura: dovendo misurarsi con il più grande autore Marvel vivente.

|