Disegno con il quale McKean ha omaggiato Sheovan



















SHEOVAN A TU PER TU CON DAVE MCKEAN
Il Demone e l'altro Signore dei Sogni

di Sheovan 

I demoni e gli Infiniti si conoscono da millenni. Anche se mi era sempre stata più simpatica sua sorella, mi è spiaciuto quando il vecchio Morpheus è morto (sono persino andato al funerale).
Ero stato proprio io a presentarlo a Dave McKean, che ha realizzato tutte le copertine della serie a fumetti a lui dedicata (ma non credete a tutto quello che ha scritto Gaiman). Ci siamo rivisti di recente, quando era a Milano all'inaugurazione della mostra Narcolepsy a lui dedicata...

'Nuff said (se non sapete chi è Dave, non siete lettori proglobici).

Quali sono state le tue principali influenze?

Troppe per dirle tutte. Fra gli autori di fumetti senz'altro Winsor McCay, il creatore di Little Nemo, fra i maestri del medium, uno dei primi a capire che il fumetto poteva essere una forma d'arte.

Tra poco uscirà il film "Mirror Mask", che hai diretto e hai anche scritto con la collaborazione di Gaiman, che ci puoi dire della storia?

Parla di Helena, una quindicenne in una famiglia di circensi, che vorrebbe vivere una vita normale. Mentre sua madre sta per essere operata, sogna di essere in uno strano mondo abitato da creature bizzarre e personaggi mascherati. La regina bianca di quel mondo è ammalata ed Helena la deve guarire.
Il film è prodotto da Lisa Henson, l'erede di Jim Henson, il creatore dei Muppets. Jim Henson negli anni Ottanta aveva realizzato il film Labyrinth, interpretato da David Bowie, che era costato molto e, pur se visivamente affascinante, aveva avuto scarsi incassi. Questo film riprende un po' le atmosfere di Labyrinth, e con la tecnologia attuale si può fare meglio e a un costo minore.
E' un "dark fantasy", una di quelle storie nere e fantastiche che a me e a Neil piacciono tanto.

A proposito di cinema, si parla da tempo di un film su "Signal to Noise"...

Sì, anche se non c'è ancora nulla di sicuro. Vogliamo avere l'opportunità di rifare la storia.

E' un'opera molto ambiziosa, sullo scorrere del tempo e sull'arte...

Sì, il tema è affascinante: è cosa ti succede quando sai che stai per morire, quando sai che non puoi più mentire a te stesso che devi essere sincero. Però all'epoca (forse perché eravamo troppo giovani) non avevamo trattato bene il tema. Se ci sarà il film sarà una chance per rifare in meglio Signal to Noise in un medium diverso.

Il tuo rapporto con il computer? Sei stato fra i primi a utilizzare photoshop.

Il computer è utile nel mio lavoro, e ho capito che usarlo non vuol dire fare un patto con il diavolo, ma ancora adesso appena posso preferisco usare la penna. Mi piace la parte manuale del mio lavoro.

Tu non ami ripeterti, eppure la copertina del disco dei Counting Crows "This Desert Life" (1999) è la stessa del libro per bambini (su testi di Neil Gaiman) "Il giorno che scambiai mio padre per 2 pesci rossi", senza nessuna modifica, come mai?

Il fatto è che si erano innamorati dell'immagine e la volevano tale e quale, ho proposto delle modifiche, ma non le volevano, non hanno accettato neppure un cappello diverso!

"Il giorno che scambiai mio padre per 2 pesci rossi" e "I lupi nei muri" sono i due libri per bambini scritti da Gaiman che hai illustrato: ti consideri una sorta di coautore?

Nel caso di questi due libri senz'altro. Ho fatto delle illustrazioni per Coraline, sempre scritto da Neil, però Coraline è sì un libro per bambini, ma un vero romanzo, non un libro illustrato e dovevo seguire le sue indicazioni.
In questi due libri, invece, Neil mi ha dato il testo e mi ha lasciato la massima libertà nell'illustrarlo. Sono due storie molto surreali, tipicamente inglesi.

Che effetto ti fa vedere il volume "Dust Covers", in cui sono raccolte tutte le tue copertine di Sandman?

Molto strano, la serie è durata tanti anni... E' come leggere il mio diario.

Non sei un disegnatore di supereroi, ma una delle tue opere più famose è la graphic novel di Batman "Arkham Asylum", scritta da Grant Morrison e ambientata nel manicomio criminale (il cui nome è un omaggio a Lovecraft) in cui sono rinchiusi i nemici dell'Uomo Pipistrello.

E' anche uno dei miei libri stampati peggio. Non ho mai amato molto i supereroi e Batman mi e' sempre sembrato un personaggio un po' strano: gli ammazzano i genitori quando è bambino e poi lo ritroviamo con un costume con le orecchie a punta che dà la caccia ai criminali: ho sempre pensato che mancasse un passaggio!
Nel volume abbiamo parlato di Batman come icona, piuttosto che come semplice personaggio a fumetti.

Arkham Asylum all'epoca ha venduto moltissimo, è stato un grande successo, penso anche a causa della Batmania, visto che era stato pubblicato poco dopo il primo film sul personaggio.

Anche, ma più che altro perché è uscito in un periodo in cui il mercato del fumetto americano era in grande crescita, molte persone tornavano a leggere fumetti, volevano storie più "adulte" e Arkham Asylum era uno dei pochi volumi adatti a loro e non solo ai fan di supereroi.

Adesso il livello dei fumetti statunitensi è senz'altro migliorato, ci sono molte più graphic novel dalle tematiche "adulte" sul mercato.

Probabilmente hai ragione: ci sono più buoni fumetti adesso che non quindici anni fa. Il fatto è che da allora il mercato si è molto ridotto e non li legge nessuno.

Il discepolo Luca Crovi aveva prestato a Sheovan il suo registratore digitale per l'intervista, ma Sheovan non si fida di tutte le angelerie prodotte negli ultimi 1600 anni e ha preso appunti. Ha fatto bene: nel registratore è rimasta solo la frase "Sheovan è supremo"!
Frase peraltro impeccabile: il registratore non è servito per l'intervista, ma almeno ha riconosciuto la potenza sheovanica!


 

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