 |
ECO, CRITICO FUMETTISTICO PER CASO
di
Sheovan
La misteriosa fiamma della Regina Loana è lultimo romanzo di Eco.
Un omaggio allimmaginario con cui è cresciuto (dai fumetti ai libri, ai film, alle canzoni). Chiaramente, non
è un libro di critica fumettistica.
Quel che ho scritto ho scritto. Così, con una forse involontaria citazione evangelica (è
la risposta di Pilato nel Vangelo di Giovanni ai farisei che vogliono che cambi
il Titulus Crucis, il famoso INRI), magari scaturita dal suo forte
imprinting cattolico, Umberto Eco ha risposto alla nostra domanda sulla
richiesta del critico televisivo Aldo Grasso il quale vorrebbe che il semiologo
alessandrino scrivesse una nuova Fenomenologia di Mike Bongiorno,
stavolta elogiativa, a differenza di quella di quarantanni fa.
E curioso che la disputa sul Mike nazionale abbia accomunato Eco e Grasso, entrambi
piemontesi, ed entrambi considerati critici eccellenti di media differenti.
Aldo Grasso è considerato il migliore critico televisivo italiano, mentre a Umberto Eco da
decenni è stata affibbiata l'etichetta di grande critico fumettistico.
In effetti, negli anni Sessanta, Eco ha sdoganato il fumetto, prima snobbato dalla cultura
ufficiale. La sua lettura della prima puntata di Steve Canyon (personaggio
creato da Milton Caniff) in Apocalittici e integrati è famosissima, così
come la sua analisi dei Peanuts di Charles Schulz.
Il professore alessandrino ha anche avuto lonore di diventare un personaggio a
fumetti: nellalbo di Dylan Dog (character che ama moltissimo) n.136 Lassù
qualcuno ci chiama (scritto dal creatore del personaggio, Tiziano Sclavi, e
disegnato da Bruno Brindisi) appare infatti il personaggio del professor Humbert
Coe, il quale ha le sue fattezze ed è uno studioso che cerca di decifrare un
linguaggio alieno.
Eco, in realtà, più che un critico, è un coltissimo e appassionato lettore di fumetti,
ama moltissimo il medium, come dimostra anche il suo ultimo romanzo (La
misteriosa fiamma della Regina Loana, il titolo è quello di una storia a
fumetti di Cino e Franco del 1932,
il suo anno di nascita), nel quale giocano un ruolo importante i fumetti con cui è cresciuto (dal Topolino
di Floyd Gottfredson a Flash Gordon da Brick Bradford a Mandrake).
Nel libro il protagonista, Giambattista Bodoni detto Yambo, coetaneo di Eco, ha
perso la memoria e cerca di ritrovarla rileggendo i fumetti e i libri con cui
era cresciuto.
Ma, malgrado la passione per i fumetti, e alcuni interventi critici, Eco non è certo uno dei
più acuti critici fumettistici. È molto più abile in altri campi, ed è stato
acclamato Grande Critico quasi suo malgrado.
Il mondo del fumetto, infatti, ha da sempre unansia di legittimazione culturale: se un personaggio
noto afferma di leggere fumetti, per gli appassionati diventa una sorta di
testimonial. E forse è anche per questo che lestablishment culturale non ha
ancora accettato questo mondo: chi ha troppa voglia di entrare in un club ne è sempre
escluso.
Eco ha in più la particolarità di essere un noto intellettuale. Il discorso di Bill
(interpretato da David Carradine) sui supereroi in Kill Bill vol. 2 di
Quentin Tarantino è abbastanza interessante (parla della dicotomia Superman -
Clark Kent), Tarantino ama i fumetti (e dirigerà con lamico Robert Rodriguez
il film tratto dalla serie Sin City di
Frank Miller), ma certo non è un critico. E, visto che è un regista, nessuno
gli dà la qualifica di Eco.
La televisione, nata cinquantanni dopo il fumetto, è molto più considerata dalla
cultura ufficiale. E mentre la televisione può contare su un Aldo Grasso, al fumetto
manca ancora un vero critico fumettistico, conosciuto e apprezzato anche dai non esperti.
E le case editrici importanti, quando pubblicano libri sul nostro amato medium,
continuano ad affidarsi ai Restaino di turno

|