 |
LA CRISI CHE NON C'È
di
Aragozzino
Questo articolo vi farà incazzare. Perchè è provocatorio, poco attendibile, campato per aria. Perchè non si addice a una rivista seria come questa, sembra uno spot elettorale, è retorico e anche scorretto. Perchè, al contrario di quanto dicono tutti, dal vostro fumettaro di fiducia all'editor di periferia, dal boss della casa editrice X al fanboy che incontrate ogni mercoledì pomeriggio in fumetteria, questo articolo afferma che non c'è alcuna crisi.
Crisi... guai a negarla. Crisi di idee, crollo di vendite, case editrici che chiudono, sacrifici umani, cani e gatti che vivono assieme, masse isteriche, distributori in guerra. Pirati del copyright ed edizioni fantasma, giochi a palla avvelenata per affibbiare colpe e colpevoli, fughe di cervelli oltralpe, conti che non tornano e "si stava meglio prima". Quando Corna Vissute campava benissimo in edicola e dal barbiere c'era Alan Ford (che poi vendeva 300.000 copie: quanti barbieri c'erano in Italia?). Ma il dio dei luoghi comuni è morto, e ci hanno fatto anche il funerale (John Doe 12, Bartoli/Recchioni & Burchielli, Eura editoriale, 2,40 euro e ne vale la pena), quindi bando alle ciance e parliamone un po'.
Benedetta crisi che permette a un ragazzo promettente -- tale Luca Genovese, uno colle palle -- di vedersi pubblicato un albetto manco tanto striminzito (Zero Zélo, 4,50 euro ma sitrovancheammeno) e poi disegnare per l'Eura e la Oni Press, mentre la sua casa editrice (Indy Press, di Michele Foschini che intanto scrive per la Disney, mica bruscolini) ri-edita Arcana Mater di Manfredi Toraldo (uno che pare giovane e lo è anche ma scrive e fabbrica universi che manco Philip José Farmer: si esagera un po' ma va bene così), e la Star ci da sotto di nuovo coi comics e riapre all'Italia (commedia postadolescenziale: Luna di de' Grimani / Palmieri esperodiaverloscrittobene), e Jonathan Steele vol. 2 di Memola e altri, tutto questo in edicola. E la Bonelli poterà anche i rami secchi, ma si prepara a lanciare nuovi formati, come la Disney o Buena Vista Comics che dir si voglia: forte del successo di Witch, dopo le streghette ci ha propinato il pacioccoso Monster Allergy e il nuovo fantascientifico Kylion. Non è roba di poco conto, visti in nomi tirati in ballo (da Artibani a Barbucci, da Canepa a Mastantuono, e si potrebbe andare ancora avanti).
Bella crisi, davvero. E mancano i numeri e lo so. E c'è la recessione e pochi lettori e pochi soldi. E però a Lucca non si poteva mica camminare, e la bolgia di Torino. E poi Napoli... vedi Napoli e poi muori. Lo deve aver pensato Mabel Morri, brava autrice anche lei giovane che ti stampa i suoi fumetti su carta colorata fucsia, ti ci da un nome sghembo tipo "Hai mai notato la forma delle mele" e ti ci mette in copertina un piedino un po' storto, come fa una mia amica che mi fa impazzire. Vedi Napoli e poi muori di felicità, strapazzata affettuosamente tra Manara e Giardino, a ricevere il "Premio Micheluzzi Nuove Strade 2004" (l'accostamento Morri/Manara mi risveglia l'appetito: Mabel, credo di essermi innamorato di te). Una ragazza che si autoproduce e si autodistribuisce, chiedetelo a lei se sente la crisi. Se posso leggere Bacchus di Eddie Campbell (Alta Fedeltà, il prezzo ve lo cercate voi che mi son stufato, non è mica una televendita e e io non sono Roberto da Crema) e poi Bacilieri a 2 euro e spiccioli su Napoleone, cento di queste crisi, e un mazzo di rose. E mi hanno detto che torna anche KillKiller (e allora si che inizio a preoccuparmi: www.comicscode.net/.../killkiller/index.htm, tanto per darvi qualcosa di più intelligente da leggere).
Abbiamo scherzato, si stava meglio quando si stava peggio, e il dio dei luoghi comuni è gia resuscitato, stringiamo i denti e magari tra qualche anno passa. Non ci sarà più "Il Tromba", ma io aspetto Jimmy Corrigan (in Italia nel 2005 circa) e me la rido sotto i baffi. La crisi c'è ma Im pickin up good vibrations, e voi?
P.S.
La redazione ringrazia FdC per la gentile concessione di questo articolo originariamente apparso sul newsgroup it.arti.fumetti

|