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ALL'IMPROVVISO, UNO SCONOSCIUTO Intervista a Paul Rivoche
di
Aragozzino
Paul Rivoche, classe 1959, non è quello che chiamereste propriamente una "superstar". Non ha mai avuto un incarico di primo rilievo, e non è mai stato particolarmente considerato dalla critica (se si eccettua una candidatura al premio Kirby - antesignano dell'Eisner - nei primi anni 80). Probabilmente il suo nome vi suonerà sconosciuto, altrettanto probabilmente, però, avrete visto un suo lavoro. Perché Paul, artista canadese a tutto tondo, è in giro da almeno un ventennio, sia nel mondo del fumetto, sia negli ambienti a esso più vicini: illustrazione, grafica, animazione. Lavoro con uno svariato numero di stili: dalla linea chiara alla colorazione digitale, dal tratto prettamente fumettistico a quello proprio del cartoon dice di se nell'introduzione a una sua galleria on-line.
Ciao Paul, benvenuto su Prospettiva Globale. Proviamo a ricapitolare i tuoi lavori fumettistici dell'ultimo ventennio. Il primo lavoro di un certo spessore è la serie culto Mister X, degli anni '80. Poi le striscie di Generation X, per i testi del futuro scrittore di best seller Douglas
Coupland, un paio di lavori per la Vertigo e le Tom Strong's Terrific Tales, insieme ad Alan Moore. C'è altro?
Più o meno è tutto quello che ho fatto nei comics! Non hai menzionato le otto copertine che ho disegnato per Superman, e più recentemente (appariranno a partire da questi giorni) le cover per una miniserie in cinque numeri del Dr. Fate, per la DC Comics. Non ho mai fatto molti fumetti, ho scelto di diversificare i miei lavori, e molti dei personaggi e degli argomenti trattati dai comics americani non mi attirano abbastanza da impegnarmi come disegnatore regolare. Amo il fumetto come medium, e se trovassi il progetto giusto, sarebbe interessante impegnarmi più a lungo.
Non molti sanno che, prima di esordire nel mondo della narrativa con Generazione X: storie per una cultura accelerata, lo scrittore Douglas Coupland aveva iniziato a proporre le sue idee in un fumetto disegnato da te. In seguito ti ritroviamo anche nei credits del romanzo, di cui hai curato le illustrazioni. Come è iniziata la collaborazione tra te e Coupland?
Ho incontrato Doug Coupland quando era redattore per un magazine di Toronto, Vista (il giornale non esiste più). Doug ebbe unidea divertente per un articolo chiamato Generation X. Scrisse larticolo, il magazine lo pubblicò, e io fui assoldato per fare le illustrazioni. Mi divertii moltissimo, e inoltre chiesero a me e a Doug di continuare con una striscia mensile allinterno del magazine. Così per un pò facemmo una o due pagine al mese. Ciò diede a Doug la possibilità di sviluppare le sue idee e le sue teorie, e allo stesso tempo di essere pagato per questo. Da qualche parte nel mio archivio, ho tutte le striscie e le pagine di Generation X; molte non sono mai state ristampate. Per un pò discutemmo della possibilità di cercare un editore che volesse ristamparle, ma alla fine non se ne fece nulla.
Successivamente, Doug scrisse un intero libro chiamato Generazione X, e divenne famoso in tutto il mondo... e io feci delle illustrazioni per quel libro.
Per quel che riguarda il fumetto, collaborammo in modo molto rilassato. Era molto semplice, ci scambiavamo idee avanti e indietro. Fu molto daiuto il fatto che Doug avesse un background artistico; capiva meglio ciò che serviva un artista.
Adesso è da molto che non ci sentiamo, comunque vedo che continua regolarmente a sfornare libri.
Il tuo tratto è estremamente duttile: dallillustrazione ai fumetti, dai fumetti ai cartoon per la Warner Bros...
Dici bene: ho cercato, e cerco tuttora, molti stili differenti, diversi soggetti, diversi generi. Lo faccio perché (1) trovo che sia commercialmente necessario essere adattabile per sopravvivere in questo mercato; e (2) cosa più importante, provare nuove cose, sfidare me stesso, mantiene alto il mio interesse, e mi fa imparare qualcosa. Per me, fermarmi su un solo stile e ripeterlo per anni e anni, significherebbe la morte artistica. Mi muovo sempre al di fuori di questi binari, o almeno ci provo.
Quali sono le tue influenze? Le illustrazioni di Generazione X mi ricordavano lartista pop Roy Liechtenstein...
Per quanto riguarda Generazione X linfluenza non fu affatto Roy Liechtenstein. Francamente, detesto la sua arte, perché non fa altro che copiare malamente i fumetti veri.
In realtà le mie influenze furono, e sono tuttora: Yves Chaland, Alex Toth, Moebius. Questi sono i primi tre artisti che amo. Mi piacciono anche molti artisti del passato, o di adesso, e provo a imparare quello che posso da qualsiasi cosa che vedo sia fatta bene.
Il prossimo tuo lavoro che vedremo in Italia sarà Tom Strongs Terrific Tales. Comè stato lavorare con un mostro sacro come Alan Moore?
E stato un gentiluomo. Scrive in maniera molto veloce e diretta, e le sue sceneggiature sono lunghissime piene di descrizioni. Molto lente da leggere, ma veloci da disegnare, perché Moore capisce quel che ha bisogno lartista per fare il proprio lavoro, a differenza di molti sceneggiatori di fumetti.
Scott Dunbier, leditor della linea Americas Best Comics, ti ha definito come il segreto meglio custodito del mondo del fumetto.
Apprezzo il complimento. Credo che volesse dire che sono in giro da parecchio, posso fare un buon lavoro, ma non ho accumulato abbastanza lavoro da apparire sul radar degli editor. Ecco perché sono un segreto...
...Sto lavorando per cambiare la situazione, ma sembra che nel mercato del fumetto Nord-Americano lunico modo per divenire veramente conosciuto e popolare sia la quantità, e non la qualità... dovrei impegnarmi su un albo mensile e sfornare tavole come un pazzo... e non voglio farlo. Potrei, se fossi pagato abbastanza e avessi un grande scrittore con cui lavorare, ma non sembra proprio che questo possa accadere.
Sei rimasto su Tom Strongs Terrific Tales solo per quattro numeri (da noi ancora inediti, li vedremo su ABC della Magic Press). Come mai, visto che eri stato annunciato come disegnatore regolare?
Ho lasciato lincarico di mia volontà. Quando cominciai, mi promisero molta libertà creativa, in modo da poter lavorare alle storie nel miglior modo possibile. Non è andata così: nellultima storia volevo apportare alcune semplici modifiche, ma leditor non era daccordo. Ho aspettato per due mesi una risposta, ma non ho ricevuto nemmeno una parola, e ne ho avuto abbastanza. Non era quello che avevamo pattuito allinizio, così ho detto loro che non avrei più lavorato sullalbo.
Parliamo un pò dei tuoi trascorsi fumettistici. Qualè stata lesperienza più soddisfacente, in questo campo?
Dei miei progetti fumettistici, pochissimi sono completamente soddisfacenti, per una ragione o per unaltra. Credo che le storie recenti per Tom Strongs Terrific Tales siano tra i miei lavori preferiti, specialmente lultima parte, dove il disegno e il colore si amalgamano in modo migliore. Ma la maggior parte dei fumetti che ho fatto, li ho fatti per ragioni commerciali, come un lavoro; e ciò porta inevitabilmente a molti compromessi. Lunico lavoro a fumetti che abbia fatto senza alcun tipo di compromesso è una storia di quattro pagine, Robot in the Rain, che ho recentemente scritto e disegnato per una piccola antologia, Project:Telstar, pubblicata da Adhouse Books. Non era perfetta (niente lo è), ma per la prima volta ho potuto esprimere me stesso nel modo in cui volevo: è stata una gioia. Spero di scrivere e disegnare più cose in questo modo, tempo permettendo.
E in campo extra-fumettistico, puoi ritenerti soddisfatto?
Lavoro da molto tempo come artista commerciale, e più vecchio divento, più vedo semplicemente questo lavoro come una necessità per guadagnare denaro col quale vivere, non come arte o espressione di se stessi. Ci sono veramente poche illustrazioni di cui sono veramente contento. Per quanto riguarda altri lavori, sono orgoglioso di alcuni disegni di background fatti durante il mio impiego nel settore dellanimazione TV della Warner Bros; nulla di speciale, ma alcuni riuscirono veramente bene, furono molto soddisfacenti da disegnare.
Ecco, parliamo un po di animazione: Qual è il tuo ruolo in questo ambiente?
Più che altro ho fatto disegni di background, sfondi, almeno in tempi recenti. In passato ho fatto anche molti storyboard. Disegni in bianco e nero per descrivere le diverse situazioni negli episodi delle serie tv. Ho lavorato recentemente alla Justice League, ma in passato anche su Batman, Superman e Batman Beyond.
Che differenze ci sono tra il disegnare fumetti e disegnare per le serie animate? Fare una serie di disegni sequenziali per un fumetto o per uno storyboard prefigura lo stesso approccio, o un diverso modo di disegnare?
Ci sono molte similitudini tra fumetti e animazione, si usa perlopiù lo stesso linguaggio visivo: ma ovviamente in un film si deve aver a che fare con lelemento del tempo, del movimento, col cambio di scene. Anche il fumetto ha le scene (le vignette). Ma è locchio che si muove tra le vignette, mentre in un film le immagini arrivano allocchio sempre dallo stesso posto: lo schermo.
Ci sono molte altre differenze e similarità di cui si potrebbe parlare, ma sarebbero troppo lunghe da descrivere.
La differenza principale (almeno in questi giorni) è che lanimazione paga molto meglio del fumetto!
Hai collaborato a lungo con Draw! Magazine, una rivista di disegnatori, per disegnatori. Non a caso diretta da Mike Manley, poliedrico artista che come te ha spaziato dai comics (qui in Italia abbiamo visto parte del suo ciclo di Black Panther) ai cartoons. Puoi dirci qualcosa riguardo questa collaborazione?
Ho incontrato Mike Manley, un grande artista e anche un bel tipo, tramite internet: entrambi partecipavamo alla message board di Shane Glines (www.shaneglines.net). Mike mi scrisse chiedendomi di scrivere una rubrica o di disegnare qualcosa per il suo nuovo Draw! Magazine. Risposi immediatamente di si, era da anni che volevo fare qualcosa del genere, e Mike inoltre promise di lasciarmi scrivere quello che avessi voluto, senza interferire.
Scrivere questa rubrica è divertente, ma è anche un lavoro duro. Comunque ci riesco bene, ho studiato per anni teoria dellarte, e ho preso molte annotazioni. Adesso sto trasformando queste annotazioni in articoli. Fortunatamente, sono stati accolti molto bene.
Quello che io e Mike, e chiunque altro, stiamo cercando di fare con Draw!, è creare un magazine che non parli al lettore terra-terra, in modo da far sembrare il disegno e lillustrazione qualcosa per bambini. Io non semplifico di certo il mio stile di scrittura per i lettori, cerco soltanto di raccontare lessenza di quel che faccio il più chiaramente possibile.
Parliamo un po della tua terra dorigine, il Canada. Cosa puoi dirci del mondo del fumetto canadese?
La situazione dei fumettisti canadesi è forse molto simile alla situazione degli attori canadesi e di altri rami dellentertainment: esistono molte personalità canadesi che devono emigrare in America per trovare notorietà.
Una cosa del genere capita nella scena fumettistica canadese. Ci sono molti artisti e fumettisti canadesi talentuosi, che devono rivolgersi però al mercato USA per avviare la loro carriera. Non che ci sia per forza qualcosa di sbagliato in questo ma è piuttosto brutto che guadagnarsi il successo sia così difficile, nel nostro paese. Detto questo, ci sono molte convention ogni anno, quindi le cose sono ancora in movimento.
Pensi che cambierà qualcosa in futuro? Si creerà un mercato fumettistico Canadese indipendente dagli USA?
Vedo poche opportunità per quanto riguarda la nascita di nuovi editori Canadesi, almeno di grande portata. Dovrebbero combattere gli stessi problemi che esistono nel mercato Nord Americano, che sono stati così bene documentati in questi anni: carenza di distribuzione al di fuori del circuito delle fumetterie, carenza di interesse nei lettori
tentare di stampare fumetti a colori è un proposito fallimentare.
Probabilmente vedremo nascere molti piccoli editori indipendenti, che stamperanno i loro fumetti in bianco e nero e in tirature ridotte.
Consigliaci un po di artisti canadesi.
Alcuni dei miei preferiti: Darwyn Coooke, Jason Bone, Jay Stephens, Larry MacDougall (in realtà lui non è propriamente un fumettista, ma è un grande!).
Cosa ne pensi della Drawn & Quarterly? Pubblica molti artisti canadesi: Seth, Chester Brown, Michael Rabagliati
Pubblicano alcuni prodotti di qualità; ho visto qualche loro lavoro interessante
comunque devo dire che la maggior parte delle loro pubblicazioni non incontra il mio gusto. Molte di queste sono troppo chiuse in se stesse, artistiche e pretenziose: pubblicano il tipo di fumettista che pensa di essere più artistico perché sceglie di disegnare fumetti che riguardano la quantità di punti neri che ogni settimana gli cresce sul naso.
Rimaniamo su questo argomento. Potresti approfondire il discorso? E interessante conoscere il punto di vista di un artista nei confronti del lavoro di altri colleghi.
Ci sono due tipi di autori: da un lato abbiamo gli artisti supereroistici, e dallaltro cè questa new wave di artisti e cartoonist intimisti, che scrivono questi fumetti autobiografici sulle loro strane e disfunzionali vite sessuali, o su quanto non piacciano a nessuno, o quel che è.
Ogni lato guarda laltro in cagnesco, con sospetto e qualche volta con disgusto. Personalmente, ritengo di non appartenere a nessuno dei due schieramenti. Sono un artista a cui piacciono i fumetti, e molte altre cose. Ho disegnato fumetti di supereroi, e ho disegnato anche cose che potrebbero essere considerate un po più artistiche. Ma non voglio appartenere a nessun gruppo. Trovo alcuni di questi fumettisti intimisti molto pretenziosi, sicuramente, perché sembra che credano di essere in qualche modo migliori, più nobili, solo perché scelgono un soggetto diverso, solo perché non disegnano supereroi.
Credo che sia bizzarro e ridicolo. E lo trovo ancor più strano perché spesso questi stessi fumettisti hanno capacità di disegno più limitate e deboli, rispetto a quegli artisti supereroistici che guardano dallalto in basso. In altre parole, sanno che fallirebbero nel mercato Nord Americano del fumetto mainstream, così si industriano in qualcosa di strano e sofisticato, dicendo che è artistico
e un sacco di gente, presa in giro, dice: wow, che genio del fumetto!.
Il futuro: qui stiamo ancora aspettando il tuo lavoro su Tom Strongs Terrific Tales, ma laggiù in Nord America, quali sono i tuoi piani per i prossimi mesi? Sia nel campo del fumetto che in altro
Il momento è un po difficile adesso, così i miei piani non sono molto chiari. A breve termine, devo pensare alla mia famiglia e a me stesso, e sto facendo molti storyboard e disegni pubblicitari. Cose molto semplici, ma pagano bene. Poi vorrei fare fumetti, libri per bambini o illustrazioni fantasy, ma devo essere realistico: molti di questi lavori sono semplicemente poco remunerativi. Farò molte cose in pubblicità, e un po di fumetti e animazione.
Il mio obiettivo a lungo termine è invece quello di scrivere e disegnare il mio materiale, libri per bambini o forse fumetti, ma il mercato è piccolo e difficoltoso per qualsiasi cosa che non sia supereroistico (mi riferisco al mercato Nord Americano). Ho molte idee per delle storie, nel mio sketchbook
Mi sto impegnando a completare un sito web il più rapidamente possibile, a mandare avanti i miei progetti e a pubblicare uno sketchbook (che sarà pronto in poche settimane), e ad allacciare nuovi contatti per commissioni artistiche, specialmente in Europa, dove credo siano più recettivi a quello che faccio
Se qualche editore è interessato a contattarmi, può farlo tramite privoche@yahoo.com.

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