IL FUMETTO PREFERITO DI THOMAS MANN Viaggio Appassionato, di Frans Masereel
di
Raffaele Ventura
Borderline. Nello spazio nascosto dallo scarto di significato tra fumetto e arte sequenziale si aggirano opere sconosciute ai più, spesso relegate a circuiti editoriali e distributivi paralleli. Lapologetica fumettistica potrà sforzarsi a convincerci che questo scarto non esiste, e che possiamo avere lardire di chiamare fumetti graffiti rupestri e arazzi medievali: ma dovrà allora spiegare perché la memoria storica del fumetto ricordi trai suoi padri le vignette satiriche dei giornali piuttosto che la narrativa visuale dogni luogo e tempo (che citerà per sfogare il suo senso d inferiorità, ma che in fin dei conti non leggerà mai, e che poco influirà sulla ricerca linguistica).
Forse perché la storia del fumetto è altra cosa rispetto a quella dellarte sequenziale, e porta con sé determinazioni culturali, sociologiche, linguistiche che ne fanno la specificità: ma sarebbe un errore ricondurre questa differenza ad una gerarchizzazione valutativa, quella dei vari questo non è un fumetto, è un romanzo visuale (ah, bé, allora!). Certamente oggi è impossibile fare arte sequenziale senza porsi in continuità con il fumetto come forma non neutra, rinviando, volenti o nolenti, a tutta una tradizione (e negarlo, come fa qualcuno, proponendo la propria opera come estranea al contesto, rifiutando lo stesso termine "fumetto", è ipocrita) ma è altrettanto impossibile ricondurre alla realtà contingente e storica del fumetto ogni incarnazione artistica del processo di lettura sequenziale.
Lo scopo di questa rubrica non sarà decidere cosa è fumetto e cosa non lo è, né giungere a definizioni; bensì di soffermarsi, di volta in volta, nelle zone morte nelle quali il fumetto tende a non riconoscersi più, o non essere riconosciuto tale forse a ragione, forse no. Cercando di mostrare quanto ci sia del fumetto di non contemplato dalle varie definizioni formali (Eisner e McLoud per tutti), e quanto dellarte sequenziale al di là delle solite letture da bravo fumettofilo. (r.v.)
Alcuni giovani pittori, nella Berlino della Nuova Oggettività, sfogliano clandestinamente uno strano piccolo libro. È il 1928, anno delluscita del film manifesto Berlino, sinfonia di una città, che porta con sé il neppure tanto velato intento di seppellire lespressionismo allinsegna di un ritorno al realismo sogno già totalitario, e quindi presagio. Eppure, le illustrazioni del libro appaiono insolitamente degenerate, echi di Kirchner o Kokoschka nelle figure abbozzate che emergono dal nero di un paesaggio metropolitano.
Possiamo assistere a questa scena nel secondo capitolo di Berlin di Jason Lutes (vol.1, Coconino Press), in un tavola nella quale lautore rende omaggio allarte di Frans Masereel, poco noto pioniere dellarte sequenziale, autore di svariati romanzi visuali. Una scena che ha qualcosa di affascinante: ben più che una semplice citazione, è la messa in scena un po nostalgica che il fumetto fa della sua genesi storica un sogno dellarte sequenziale su sé stessa. Scene del genere non sono rare, ma hanno sempre qualcosa di inquietante e meraviglioso: penso al Dracula di Francis Ford Coppola che giunto in città, assiste anacronisticamente ad una primitiva proiezione cinematografica, o ancora a Fanny e Alexander che, nel film di Bergman, giocano con la lanterna magica. Come se, attraverso larte fattasi matura, si riuscisse ad esprimere la fascinazione per i suoi incerti inizi come se il più alto risultato del magniloquente, barocco, iper-tecnologico cinema di Coppola fosse in fin fine riuscire a farci provare nostalgia per una dimensione originaria e grezza del mezzo cinema.
«Un romanzo senza parole, raccontato interamente con immagini espressioniste», questa la descrizione di Viaggio Appassionato (Mon Livre dHeures, 1926) che viene data nelle pagine del fumetto di Lutes. «A novel in 165 woodcuts» è il sottotitolo delledizione americana per la City Lights Books del poeta beat Lawrence Ferlinghetti. A firmarne lintroduzione, nientemeno che Thomas Mann che con il suo interessante testo si può fregiare del titolo di primo critico fumettistico della storia.
Le 165 incisioni, densamente nere e spigolose, una per pagina, descrivono la vita di un personaggio (lo stesso Masereel) appena giunto in città (quale?), che la esplora curiosamente, la vive, si confonde nellimmensa folla, tra il fumo delle macchine e delle fabbriche enormi. Lopprimente metropoli degli anni 20 si definisce come labbiamo sempre immaginata (notturna e ostile come in un film di Fritz Lang), eppure in questo paesaggio il protagonista si aggira vivace, appassionato novello Marinetti che coglie la poesia dal rombo dei motori o piuttosto novello Baudelaire, flâneur urbano.
La prima cosa su cui si concentra Mann nella sua introduzione è la natura popolare dellopera di Masereel, dedicata anche ad un pubblico non colto, ma comunque intellettualmente curioso e prossimo allo spirito della democrazia sottolineando luniversalità del medium sequenziale medium sovversivo. In seguito, riflettendo su questo nuovo linguaggio, Mann afferma che lopera di Masereel è il suo film preferito, la prova che qualcosa di artisticamente creativo può venire dal cinema: «linoculazione dello spirito aristocratico dellarte nello spirito democratico del cinema».
Eppure, quanta influenza ha avuto il lavoro di Masereel nellambito del fumetto ? Quanto ha senso inserirlo in un continuità con altri autori ? Certo una sua recente riscoperta da parte di autori indipendenti (in particolare Peter Kuper per lo stile grafico e per lossessione urbanistica) sembra restituirlo al suo meritato ruolo di precursore, ma lattuale stato del linguaggio fumetto e dei suoi codici sembra dovere molto di più alla sua essenza popolare (il fumetto dei giornali e delle riviste, il fumetto come prodotto "pop" trasfigurato poi da Lichtenstein) che ad autori eclettici come Masereel o Max Ernst, che hanno però saputo intuire le potenzialità del "romanzo visuale" molto prima che questo non diventasse altro che un termine promozionale.
Nota
di copyright: tutte le immagini e i testi rubati per mettere insieme il
nostro coacervo sono copyright degli aventi diritto. Tutto il resto è
copyright nostro. Chi ne farà uso senza permesso verrà perseguito
spiritualmente.