NE QUID NIMIS

di Sheovan 

"…e Aaaron di MTVNews può succhiarmi il cazzo!".
Una splendida chiusa attacca-giornalisti alla Guns 'n' Roses. "Bob Guccione Jr: sei un pezzo di merda perché tuo padre becca più figa di te?" cantava infatti, probabilmente con ragione, Axel Rose riferendosi al figlio del fondatore di Penthouse.
L'autore di questa gemma letteraria è invece il front-man dei Limp Bizkit, Fred Durst, e la potete trovare sul sito ufficiale della band (www.limpbizkit.com).
Durst attaccava il giornalista perché aveva parlato della sua storia con Britney Spears ("non dovete dirmi chi devo frequentare" ha aggiunto, rivolgendosi ai suoi fan). Certamente fa un certo effetto vedere la ex virginale teen star della Louisiana con il bad boy Durst.
Ma non è un gran sorpresa, tutto sommato. Britney nell'ultimo anno ha decisamente mutato il suo look: la ragazza sexy che fa lap dance e balla sensualmente ammiccando a una fellatio di "I Love Rock 'n' Roll" (cover della celebre canzone di Joan Jett) ha ben poco in comune con la lolita dei suoi primi video. Lancia sempre messaggi erotici, ma in maniera diversa ("I'm a nasty girl" canta nel suo ultimo singolo, Boys).
Probabilmente anche la storia con Fred Durst rientra nel suo cambiamento di immagine e il potente Sheovan non se ne occuperebbe se non fosse per un curioso particolare. Fred Durst in passato ha avuto una torrida relazione con Christina Aguilera, la rivale di Britney (che una "bad girl" lo è sempre stata e lo ha ribadito nel video di Dirrty, nel quale mima amplessi e fa la lotta nel fango).
Britney Spears e Christina Aguilera: andare con entrambe è il sogno di molti, e Durst lo ha realizzato (meglio sarebbe andare con tutt'e due assieme, ma nessuno è perfetto…). Si merita quindi i complimenti sheovanici.

Tuttavia, non sempre è possibile realizzare due obiettivi: avere bassa disoccupazione e bassa inflazione, vincere campionato e Champions, piacere a pubblico e critica.

Ed è il caso del film Lontano dal paradiso di Todd Haynes, da circa un mese nelle sala italiane. E' una pellicola interessante: ambientato negli anni Cinquanta, è girato come un film dell'epoca. Recitazione, stile narrativo, uso della luce: tutto ricorda le pellicole dei Fifties. Tranne i contenuti. Julianne Moore, moglie appagata di un dirigente, scopre che il marito è gay e si innamora di un negro (scrivere afroamericano parlando di un film così retrò mi sembrerebbe assurdo). Il marito la lascia e lei subisce l'ostracismo sociale della comunità. Il negro deve lasciare la cittadina: è struggente il loro addio alla stazione.
Il censorio codice Hays vigente all'epoca non avrebbe mai permesso di parlare di rapporti inter razziali e di omosessualità (perlomeno non esplicitamente): è l'elemento "trasgressivo" di Lontano dal paradiso.
Per il cinema può essere innovativo il film di Haynes, ma non lo è di certo per i fumetti. A partire dai primi anni Novanta molte serie hanno cercato di ricreare lo stile del passato, basti pensare alle "storie mai narrate" dell'Uomo Ragno di Kurt Busiek e Pat Olliffe (che si incastrano fra un episodio e l'altro dello Spiderman di Stan Lee e Steve Ditko, imitandone lo stile), al Supreme di Alan Moore (citazione - omaggio - rilettura del Superman dei Sixties), alla miniserie 1963, sempre di Moore (omaggio - satira della Marvel degli anni Sessanta) a Spiderman: Blue di Jeph Loeb e Tim Sale, attualmente in edicola.
Non vaccinati al fenomeno, molti, fra spettatori e critici, hanno parlato di "critica sociale" degli anni Cinquanta, di "vero volto" dell'America, e altre robette pseudosociologiche. C'entra molto anche l'ostilità per gli anni Cinquanta: come ha osservato Alberto Arbasino, viviamo da quarant'anni (dagli anni Sessanta) in un eterno presente, le mode cambiano, ma solo marginalmente (dai Beatles ai Nirvana ai Cold Play), e detestiamo quindi tutto quanto c'era prima di allora.
Ma il film di Haynes, affascinante sotto il profilo formale, non vale nulla sociologicamente. La scena in cui la figlia di Julianne Moore è ostracizzata a causa del fatto che la madre è stata vista parlare con un negro segue la drammaturgia dell'epoca, ma non è realistica (siamo nel liberal Connecticut, non nel Sud). Allo stesso modo, il ragazzo che arriva seminudo in camera del marito di lei solo perché pochi minuti prima i loro sguardi si sono incrociati rispetta gli stilemi degli anni Cinquanta, ma è una scena quasi ridicola.

La natura citazionista del film è evidente ad un appassionato di fumetti, ma non a tutti gli spettatori a digiuno di "Nona Arte".

Non è da tutti andare con Britney Spears e Christina Aguilera: Lontano dal paradiso è un film interessante, ma non va preso sul serio.

Sheovan dixit.


 

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