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WWW.COMICON.COM
di
Kumagoro e fish
Me ne stavo seduto con i piedi sulla scrivania, così, tanto
per darmi un tono. Nella sinistra, un bicchiere quasi vuoto di una
robaccia comprata al supermarket. Nella destra, il mio fido mouse,
che avevo appena smontato e ripulito.
Procurarmi quel 486 di terza mano non era stato difficile: grazie
a un paio di crediti elargiti nel posto giusto e un po' di immancabile
olio di gomito l'avevo pagato una cifra prossima allo zero, ed era
più che sufficiente per navigare come un sorcio nel formaggio.
Andiamo, non fate quella faccia: basta usare un browser senza troppe
pretese, il segreto è tutto lì. Già, ma che
se ne farà mai di Internet un investigatore privato? È
uno strumento di lavoro come un altro, potrei rispondervi, e salverei
la faccia. In realtà, data la cronica mancanza di clienti
negli ultimi mesi, la rete mi serviva soprattutto a cercare informazioni
su fumetti e cartoni animati. Anche i duri hanno punti deboli.
Quel pomeriggio, uno di quegli interminabili sabato pomeriggio a
tariffa ridotta, capitai quasi per caso sulla homepage di un posto
chiamato COMICON.
Sembrava terreno di classe. In bella vista c'era l'immagine di un
palazzo in vetrocemento, con una sorta di supertizio che gli svolazzava
attorno, e sotto la scritta "Enter
the world's biggest comic book convention".
Dedussi in un lampo che COMICON stava appunto
per COMIc CONvention, e mi resi anche conto che non ero mai stato
ad una fiera del fumetto in tutta la mia vita. Troppo pigro io,
o troppo distanti loro? Chissà…
Non sembrava esserci traccia di buttafuori informatici, così
mi sistemai alla bene e meglio la configurazione e mi intrufolai
nel primo link, ritrovandomi nella Main Hall, il salone principale
della mostra. Allineate in lunghe file, mi attendevano ammiccanti
decine e decine di Booth, cioè gli stand degli espositori:
singoli scrittori e/o disegnatori, studios, associazioni (su tutte,
il Comic Book Legal Defense Fund), piccole case editrici
indipendenti, operatori del settore e fior di professionisti. Tutti
bravi ragazzi, intendiamoci: gente come Alan Moore, Dave
Gibbons, Steve Bissette, John Totleben, Scott
McCloud, Bryan Talbot, Charles Vess, Frank
Frazetta, Jim Steranko, Joe Kubert, Timothy
Truman, Paul Pope, Richard e Wendy Pini, Phil
e Kaja Foglio… Tipi con cui prenderei volentieri una Tequila
Sunrise.
A loro spese, naturalmente. Il crimine non
paga, il fumetto sì.
Feci un salto anche al piano di sopra, dove c'erano altri autori
e case editrici, mentre l'ultimo piano era riservato ai negozi di
fumetti online. Guardando in giro trovai anche vivaci conferenze
(Panels), aggiornatissime News e ben cinque fumetti
quotidiani liberamente scaricabili, tra cui il noto Rare Bit
Fiends del ruggente Rick Veitch. Come appresi dal manifesto
del Comicon appeso giù nella hall, l'iconoclasta guru degli
indipendenti americani era anche il boss di tutta l'organizzazione,
spalleggiato dal suo degno compare Steve Conley (autore a
sua volta di Astounding Space Thrills, prossimo Image-indie,
ma finora pubblicato solo on the web).
Esaurito il giro panoramico, mi infilai
di soppiatto nello stand di Alan Moore, sperando di incappare nel
Maestro in persona. Hai visto mai che tra uno scotch
e una birra scura non finissi per capire come si diventa cartoonist
di successo, così da poter finalmente barattare questa topaia
con un attico a Northampton.
Ma niente da fare: il barbuto era irreperibile. Ed è l'unico
in tutto il Comicon a non avere un indirizzo e-mail. Il bastardo
è in gamba a far perdere le sue tracce, ma anch'io ho qualche
asso da giocare. Scoprivo infatti più tardi che le sue due
figlie bazzicano i Panels. E mentre già pensavo a
come lavorarmele (fascino enigmatico alla V o modi diretti
alla Rorschach?), mi apparve d'improvviso, in alto, un link
lampeggiante a caratteri piccolissimi:
Il
Segreto del Talento di Alan.
Sbattei
le palpebre un paio di volte, poi estrassi nervosamente il puntatore
e mirai tremando verso la scritta. In quel preciso istante si aprì
la porta esterna dell'ufficio. Sussultai, persi l'equilibrio e finii
disteso a gambe all'aria. Un cliente! Proprio ora! Mi ricomposi
rapidamente, ascoltai la classica storia di corna, lo congedai in
fretta e mi precipitai di nuovo al computer. Ma il link non
c'era più. Sparito. Indagai, ma non ci fu verso di scoprire
nulla.
Sogno a occhi aperti? Autosuggestione favorita
dalla sbobba del supermarket? Sia come sia, da allora torno spesso
al Comicon.
Mi piace l'aria che si respira da quelle parti.

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