LEWIS TRONDHEIM, LE ROI DE LA BAGARRE

di Kumagoro 

Questo articolo farà felici gli amanti della sperimentazione, dei personaggi non facilmente classificabili, dei conigli e degli articoli che parlano di autori che piacciono a chi li scrive.



"Il nuovo autore emergente, anzi giovane maestro, anzi genio riconosciuto sulla scena del fumetto francese, anzi europeo, anzi mondiale".

"The next best thing of international comicdom".

"Uno che… cavolo, davvero è francese?! Non l'avrei mai detto! Pensavo che i francesi facessero solo cose tipo Blueberry o Asterix o Le sette vite dello sparviero o quella roba fumata di Moebius!".

"Il più grande fumettista vivente che sappia ancora reggere un pennino senza che gli tremi troppo la mano".

"L'uomo che… forse un giorno sarà proprio lui a salvare il fumetto francese. O, perché no, il fumetto mondiale intero".

"La cosa più originale e intellettualmente stimolante che abbiate letto da parecchio tempo a questa parte (quanto esattamente dipende da cosa leggete di solito). E fa anche ridere!".

Questo è ciò che la critica specializzata potrebbe scrivere di Trondheim (se la critica specializzata scrivesse in maniera meno schematica e prevedibile). Comunque, Lewis Trondheim è uno sceneggiatore e disegnatore ed entrambe le cose insieme, nuova realtà del fumetto contemporaneo, e l'invasione dei suoi albi in terra italiana (con alterna fortuna) testimonia un interesse generale da parte di critica, pubblico e tutti gli altri. Noi compresi. Dove passa Trondheim, lascia il segno. Perché? Scopriamolo insieme in un meraviglioso viaggio charter di sola andata. Destinazione: spendere qualche altro sudato deca in albi dal grande formato e dalla costa sottile.

A dispetto del nome (nome di piuma di Laurent Chabosy, pratica tanto amata dai franciosi, e nel suo caso anche intonata al Dongione. Per la piuma, s'intende), monsieur Trondheim è nato a Fontainebleau nel 1964, e il suo massimo viaggio formativo all'estero sembra sia stato fare il militare in Germania, per motivi misteriosi. Ma si sa, l'artista è pregno di enigmi irrisolti.

Molte curiosità si possono soddisfare visitando semplicemente il sito segnalato sugli albi delle nostrane Edizioni Bande Dessinée: www.kkn.com/lewis/ (ma www.pastis.org/lewis è anche meglio).

Per riassumere in ordine sparso (per i pigri, e per quelli che poi ci farebbero notare che a segnalare altri siti son capaci tutti): il nostro si laurea in filosofia dopo aver fallito matematica, e, come spesso accade nell'ambiente, sposa la sua colorista, da cui avrà due figli (dev'esserci una sorta di legame erotico tra disegnatore e colorista. La cosa comunque mette bene in chiaro la superiorità della parte maschile della coppia in fatto di potere e creatività: alla donna restano fornelli, biberon e Photoshop).

All'inizio dei favolosi Anni Novanta e della sua carriera di fumettista (dopo qualche esperienza come pubblicitario), insieme a un paio di amici fonda a Parigi "L'Association", che si occupa di "idee e concetti nuovi riguardanti la nona arte, inclusa la possibilità di pervenire ad arti con un altro numero".

I suoi primi fumetti hanno anche elementi autobiografici un po' in stile canadese (ma anche Lapinot manterrà elementi vissuti), benché col tempo la sua rotta cambi, come sempre quando uno diventa famoso e si ritrova al fianco una bella pittrice tutta per lui, tendendo dunque a considerarsi meno sfigato e desideroso di compassione pubblica.

Esistono edizioni fantagraphiche delle sue opere, e c'è un'intera serie realizzata per il mercato americano (e nomata The Nimrod) che riprende varie sue vecchie strisce uscite in origine su rivista, e altro materiale.

È stato pubblicato anche in Giappone (a riprova di quello che, a mio avviso, è uno dei suoi più grandi punti di forza: l'assoluta universalità del segno), e attualmente si sta dedicando persino a progetti videoludici (non si dice per quale piattaforma), mentre pare si voglia trarre un film dal vero da Lapinot, con Depardieu quale lapino protagonista (i piedi ce li ha). (L'ultima notizia NON È una battuta, seppure facilmente possa ricadere nel campo del net-buzzing). (Però il sito lo coordina Lui in persona, sappiate).

Per definirlo in poche parole, Trondheim è spiazzante, appagante e terribilmente spiritoso. Ma la sua cifra fondamentale è l'eclettismo. Giudicandolo solo per le opere viste in Italia (che comunque, una volta tanto, cominciano ad essere in numero e tipologia sufficienti per un'analisi a tutto tondo), ecco che la prima reazione sarà di sorpresa, di fronte all'impressionante differenza stilistica che passa tra i diversi titoli, e non solo perché alcune sono strisce e altri volumi francesi "classici".

L'esordio fu già di per sé folgorante: ormai due anni or sono, la piccola e meritoria Rasputin Libri pubblica in sordina Monolinguisti e altri esercizi di stile, raccolta di differente materiale oltralpino del nostro (Psychanalyse, Monolinguistes e parte di Le dormeur), dove vediamo un Trondheim ancora molto legato alle esperienze OuBaPiste alla Queneau. Le strisce presentate sono infatti accomunate dalla persistenza dell'immagine, una vignetta appena abbozzata, contrapposta al rapido mutare del testo, mentre l'umorismo di Trondheim si concentra su tic e contraddizioni del vivere quotidiano dell'uomo medio.

Una specie di Wolinski meno interessato all'aspetto grafico, si potrebbe dire.

Un fumettista che non è un disegnatore, si potrebbe pensare (a dirlo si avrebbe imbarazzo). Uno che fa fumetti andando oltre i concetti usi, ma che per questo difficilmente può uscire dal contesto delle strip. Eppure, già l'anno successivo, e solo leggermente meno in sordina (intendiamoci, non è che adesso squillino le trombe per lui, ma un po' di pubblico se l'è fatto), arriva La mosca, per i tipi dei Kappa (loschi tipi, che però ci regalano talvolta materiale interessante). E La mosca ribalta del tutto quanto fatto nei Monolinguisti: è un fumetto muto, fatto di una sola sequenza di 100 pagine, e sorprendentemente cinematico, ovvero caratterizzato da closure mediamente di bassissima durata (chi non sa cosa sia la closure, smetta di leggere e ripassi Understanding Comics).

L'ideale macchina da presa di Trondheim segue le evoluzioni del buffo e cartoonesco insetto, zoomando e carrellando anche in maniera strettamente sequenziale, tant'è che nelle 100 tavole del fumetto si assiste a un unico flusso di eventi esposti a ritmo vertiginoso. Lo stile grafico è sempre essenziale, ma non più del tutto minimale come i pochi tratti delle strisce monolinguistiche.

A questo punto, al lettore italiano, Trondheim sembra un umorista sperimentale con idee avanguardiste e una tecnica mutuata comunque dagli autori delle gloriose strisce per quotidiani. Ma, nello stesso anno, che poi è quello appena trascorso, sui diritti trondamici si gettano altri due nostrani editori indipendenti, la Phoenix e la Bande Dessinée.

E cominciano rispettivamente la pubblicazione dei due serial più celebri del nostro eroe, La Fortezza e Lapinot (entrambi giunti attualmente e un po' faticosamente al terzo volume italiano), e stavolta si tratta di opere "alla francese", 46 tavole a colori in formato 22x29,5 cm.

Il tratto è ancora umoristico (pensavate che sarei arrivato a descrivervi fumetti alla Frazetta?), ma l'intento e la tecnica cambiano ancora. La Fortezza, scritto in coppia con Joann Sfar (www.pastis.org/joann), è un fantasy stralunato, ricolmo di situazioni ridicole ma che rimane assolutamente sensato nel plot, e dispensa momenti di assoluta intensità. Il protagonista è un papero, sorta di incursione disneyana (ma di un Disney in acido) nel mondo delle saghe nordiche tanto caro e abusato dai fumettisti francesi, che però normalmente lo reinventano. E Trondheim non è in questo da meno, creando un universo folle e traboccante di sorprese e idee ad ogni angolo. L'incursione della malinconia e della riflessione in un contesto del genere lo rende una delle letture più intelligenti e coinvolgenti nell'attuale panorama editoriale di casa nostra (e non solo).

Stesse modalità visive per Le formidabili avventure di Lapinot (anche se il tratto risente della maggiore anzianità del prodotto, e della minor necessità di esibire scenari esteticamente esaltanti); ma la versatilità resta di casa: Lapinot potrebbe sembrare infatti un fumetto realistico, e in realtà lo è in tutto e per tutto, narrando le vicende quotidiane di un gruppo di amici nella Parigi dei giorni nostri, tra amori e gite in montagna. E a scardinare questo peraltro arguto e piacevolissimo punto di partenza non è tanto il fatto che i personaggi siano tutti animali umanizzati, a partire dal coniglietto che dà il titolo alla serie. È un espediente ormai trito, che poco aggiunge al succo dell'opera se non un po' di straniamento grafico. Il vero sconcerto si ha passando da un volume a numero pari (incluso lo 0, che ha però una storia editoriale a parte) e uno a numero dispari, in cui sistematicamente viene operata una traslazione spaziotemporale che riconfigura lo scenario in altri luoghi e mondi, passando in rassegna le ambientazioni più tipiche della narrativa di genere, dal western alla Londra di Jack lo Squartatore. Trondheim non rinuncia mai a provare qualcosa di diverso e apparentemente folle, ma i suoi risultati non finiscono in un museo dell'intelligenza sterile, ma sono anzi ben fruibili e assolutamente stimolanti.

Nel sito sopraccitato è presente (un po' disorganicamente) l'intera bibliografia, includente ogni singolo disegno mai realizzato per pubblicità, affissioni murali, nipotini e fan alle fiere.

I nostri solerti redattori hanno distillato qui per te, o lettore, il compendio di tutte le opere degne di tal nome. Te lo offriamo, con il sicuro risultato di incrementare la progettazione di viaggi reali o telematici in terra di Francia, alla scoperta delle meraviglie contenute nelle franche librerie. Come infatti potrete notare, le nostre malamate case editrici hanno capito molto poco di come andavano pubblicate le trondamiche serie, annaspando come al solito nel dedalo delle pubblicazioni foreste, a loro immancabilmente fatale.

Si noti quello che Trondheim ha in serbo per Donjon, la sua celebre Fortezza (e si cerchi di non sbavare troppo): oltre a una caterva di spin-off vari, c'è il fatto che il nostro e il suo socio Sfar hanno avuto voglia di andare a sbirciare alla fine della serie, generando così il Donjon Crépuscule, con volumi numerati tenendo conto della serie principale (denominata dunque Donjon Zénith), e procedendo a ritroso. Non contenti, eccoli fiondarsi nel passato remoto, ai tempi in cui il Guardiano era giovane e combatteva in prima persona: tutto ciò è narrato nei prequel di Donjon Potron-Minet (cioè, "alba"), numerati in crescendo, ma a partire dal -99.

E se vi sembra che Trondheim sia piuttosto ambizioso, visto che gli mancano circa 200 albi (per un totale che si aggira intorno alle DIECIMILA tavole) per rincongiungersi al presente e terminare la serie avvolgendola su se stessa, date un'occhiata al ritmo che sta tenendo in questi ultimi due o tre anni: tutti quei volumi sono per la maggior parte classici albi francesi da 46 tavole a colori!

Nel sito è presente anche un'aggiornatissima agenda che informa dello stato di lavorazione di ogni progetto (pagina per pagina!) e della data di uscita prevista: attualmente Trondheim sta disegnando o sceneggiando una dozzina di fumetti diversi, e oltre ai serial più celebri, abbiamo quelli dedicati al Piccolo Babbo Natale, molto timburtoniani, e a vari e wattersoniani mostri e dinosauri, l'uno e gli altri caratterizzati dall'uso copioso dell'aggettivo "monstrueux". Una definizione che ben si adatta a Trondheim stesso, ma in tutt'altro senso.

[BEGIN BIBLIHEIM]
Dove non diversamente indicato, storia e/o disegni sono di Lewis Trondheim lui medesimo.

0) ACCI H3319 - 1988
Secondo la leggenda, il primo fumetto fatto in casa realizzato dal nostro, in forma di fanzine.

1) Psychanalyse
(tr.it. Psicanalisi)
Le Lézard 1990

In Italia raccolto in "Monolinguisti e altri esercizi di stile" - Rasputin Libri 1998, lire 12.000
Un personaggio appena abbozzato si sottopone al classico test psicologico dell'associazione di parole da parte di un analista perennemente fuori campo, con risultati esilaranti. Il volto del protagonista cambia solo leggermente da vignetta a vignetta.


2) Moins d'un quart de seconde pour vivre
(tr.it. Meno di un quarto di secondo per vivere)
L'Association 1990
Disegni: Jean-Christophe Menu
Uno dei manifesti dell'OuBaPo: 100 strisce montate e scritte da Trondheim a partire da otto vignette (anche se in origine il progetto ne prevedeva solo quattro) realizzate preventivamente da Menu senza un senso logico. Il buffo personaggio che compare in quasi tutte è stato reso da Trondheim una sorta di filosofo apprendista che si interroga sulla vita e sul mondo che lo circonda in maniera sempre differente.

3) Un intérieur d'artiste
(tr.it. Interno d'artista)
L'Association 1991

Il primo esperimento con lo stile di Lapinot (che qui viene chiamato ancora "Antonio Lapin"), lungo soltanto 22 tavole. Riletto in seguito, è stato giudicato dallo stesso Trondheim "indegno di una ristampa".

4) Monolinguistes
(tr.it. Monolinguisti)
Le Lézard 1992

In Italia raccolto in "Monolinguisti e altri esercizi di stile" - Rasputin Libri 1998, lire 12.000
Nello stesso stile di Psychanalyse (che viene incluso nel volume), l'ottusità e le idiosincrasie della gente comune in una serie di ministorie (per lo più da una tavola), che ritraggono i volti di alcuni personaggi stilizzati alle prese con situazioni e ambienti tipici della vita quotidiana: la sosta al semaforo, la scala mobile, il metro, ecc.

5) Imbroglio
(tr.it. Commedia d'intrigo)
L'Association 1992

Raffinatissimo gioco sugli intrighi gialli, in cui le certezze man mano acquisite su colpevoli e assassini vengono continuamente rimesse in discussione ad ogni pagina.
Originariamente progettato come storia di 4 tavole per l'antologico Psikopat dell'Association, divenne in seguito uno dei Pattes de Mouche, mini-comic in formato 10x15 cm per 22 tavole. Verrà poi ridisegnato completamente per la riedizione del 1995, una pratica inconsueta e sconvolgente che Trondheim ripeterà anche per altri titoli. Nel 1996 ne viene tratto un cortometraggio da vero, "The Bloody Olive" realizzato da Vincent Bal in lingua fiamminga. Imbroglio è stato anche tradotto in tedesco e portoghese, e adattato in forma teatrale da una compagnia svizzera.

6) Lapinot et les carottes de Patagonie
(tr.it. Lapinot e le carote di Patagonia)
Le Lézard & L'Association 1992

La prima apparizione ufficiale in bianco e nero del coniglio di Trondheim (ispirato, sia pure in parodia, a Lapot, un personaggio di Jean-Christophe Menu), in un insolito volume "monstre" di 500 pagine, dalle varie disavventure editoriali (le ultime 20 pagine sono state realizzate mentre l'albo era già in stampa!), e che Trondheim stesso dice di non aver mai riletto interamente. La storia non ha né un inizio né una fine, e durante lo svolgimento le avventure si succedono incessanti, con ritmo indiavolato, spaziando tra ambientazioni e personaggi di ogni genere. Una sorta di grande prova generale e di tirocinio stilistico per tutto ciò che Trondheim farà in seguito.

7) Le dormeur
(tr.it. Il dormiente)
Cornélius 1993

In Italia raccolto (parzialmente) in "Monolinguisti e altri esercizi di stile" - Rasputin Libri 1998, lire 12.000
Ulteriore sperimentazione sulla staticità grafica combinata al dinamismo testuale (ovvero, l'opposto della Mosca). Si tratta di strisce che ripetono la stessa vignetta ad libitum: un uomo a letto si interroga su quesiti di varia natura, dal terreno al metafisico, coinvolgendo a tratti la moglie, che rimane rigorosamente fuori campo.

8) Slaloms
L'Association 1993

La storia, premiata con l'Alph-Art Coup ad Angoulême, che inaugura lo stile più dettagliato e realistico che porterà alla creazione del serial di Lapinot. Ridisegnato completamente nel 1997 per l'edizione a colori, e quindi incluso nella numerazione dei volumi lapini con il numero 0, descrive una settimana bianca del protagonista, ragazzo (dalle fattezze di coniglio) sensibile e un po' fragile, reduce da una storia d'amore finita male. Con lui, gli amici di sempre: l'introverso e meticoloso intellettuale Pierrot (un topo), l'irruente ed esaltato Richard (un gatto) e il solare viveur Titi (un cane), nonché la nuova conoscenza Nadia, che suscita l'interesse del protagonista, e nuovi moti del cuore. Insieme, passeranno una vacanza tra battute, situazioni tipiche, riflessioni sulla società, sulla vita e sul reciproco modo di viverla, e l'ombra di un lupo.

9) Approximate Continuum Comics 1-6
Cornélius 1993-94

Pubblicazione periodica (4 numeri nel 1993, 2 numeri nel 1994, per un totale di 144 tavole) a tema autobiografico. Raccolto in volume nel 1995 con il titolo di Approximativement, e tradotto anche in tedesco, a partire dal 1998 sarà ristampato in USA a cadenza grossomodo semestrale con il titolo The Nimrod (rivista dedicata a Trondheim - e il cui titolo ne è infatti l'anagramma -che presenta anche altro materiale di ristampa. In Italia viene attualmente presentata su Linus).

10) Gare centrale
(tr.it. Stazione centrale)
Rackham 1994
Disegni: Jean-Pierre Duffour

Le kafkiane peregrinazioni di un uomo perso nel dedalo di una grande stazione. 44 tavole in bianco nero.

11) Mildiou
Le Seuil 1994

Un altro proto-Lapinot, frutto del rifacimento totale di una prima versione tenuta nel cassetto per tre anni, e che non è poi stata inserita nel ciclo ufficiale di storie. Ad ambientazione medievale, si compone di 140 tavole in bianco e nero, che descrivono un unico combattimento tra Lapinot, capo della ribellione, e il terribile tiranno Mildiou. La scena dell'azione si sposta tra le varie stanze del castello del tiranno, scoprendo una folla di personaggi secondari. Ritmo incredibile.

12) Nous sommes tous morts
(tr.it. Siamo tutti morti)
L'Association 1995
Storia: Jean-Luc Coudray

Un Patte de Mouche originariamente realizzato per intero da Jean-Luc Coudray, ma che Trondheim è stato invitato a ridisegnare prima della pubblicazione effettiva. Si tratta di un dialogo filosofico tra un uomo ossessionato dalla paura di morire e la Morte stessa, che gli spiega perché abbia torto.

13) Le crabar de mammouth
(tr.it. La zanna del mammut)
L'Association 1995

Storia di 45 tavole in bianco e nero apparsa sul n.7 di Lapin, rivista dell'Association, che sviluppava una dozzina di tavole sparse già apparse tra il 1993 e il 1994 sulla rivista Spirou. Di scenario scolastico, la storia si ricollega all'universo di Lapinot, mettendo in scena l'infanzia di Richard, Titi e Pierrot, e in particolare i tentativi infruttuosi del primo di farsi ricambiare dalla piccola Sylvie. Sequenze oniriche particolarmente riuscite.

14) La mouche
(tr.it. La mosca)
Le Seuil 1995

In Italia: "La mosca" - Kappa Edizioni 1999, lire 15.000
Una delle opere più celebri di Trondheim, nasce in origine come una ministoria di 4 tavole per Lapin n.2. Da qui, avviene il contatto con un editore giapponese, che commissiona una serie che Trondheim realizza su canoni nipponici. Deciderà poi di ridisegnare tutto per il volume francese (pubblicato per un editore fino ad allora totalmente estraneo al mondo del fumetto), il quale ha poi avuto, oltre a quella italiana, anche un'edizione tedesca e una turca. La storia, completamente muta, narra in un'unica sequenza estremamente cinematica le esperienze di una comune mosca nel corso del suo svolazzare domestico. Il tratto è umoristico, ma non grezzo, e si concede scenari a tratti dettagliati e un uso molto attento della prospettiva. Di recente ne è stata tratta una serie di animazione.

15) Les formidables aventures de Lapinot 1: Blacktown
(tr.it. Le formidabili avventure di Lapinot 1: Blacktown)
Dargaud 1995

In Italia: "Le formidabili avventure di Lapinot 1: Blacktown" - Edizioni Bande Dessinée 2000, lire 16.000
Prima incursione di Lapinot fuori dalle coordinate spaziotemporali contemporanee, e unico albo della serie a essere stato colorato a mano. La prima esplorazione tematica riguarda il genere western, di cui la sanguigna cittadina di Blacktown rappresenta una perfetta rappresentazione di massima, e allo stesso tempo un dissacrante ribaltamento dei cliché.
Sotto le sembianze dello sceriffo di Blacktown si cela lo stesso Trondheim nella sua versione pennuta: l'autore si ritrae come un tutore dell'ordine incapace di mantenerlo.
Dedicato agli amanti del western, dello humour, della filosofia e dei piatti di fagioloni rossi.

16) Enfer & Damnation Livre 1: Diablotus
(tr.it. Inferno & Dannazione Libro 1: Diablotus)
L'Association 1995

Patte de Mouche muta, con protagonista un diavoletto che tormenta vari scheletri cercando di gettarli nel fuoco eterno. Ne è stata fatta un'edizione tedesca.

17) Les aventures de la fin de l'épisode
(tr.it. Le avventure della fine dell'episodio)
L'Association 1995
Disegni: Franck Le Gall

Patte de Mouche che indaga sui meccanismi del giallo, come già aveva fatto Imbroglio: il colpevole smascherato dal detective continua a rivelarsi diverso da quello che è, scoprendo maschere su maschere. Sceneggiatura già apparsa in forma ridotta su Psikopat nel 1991, e riscritta per accontentare una richiesta di collaborazione di Franck Le Gall.

18) Génèses apocalyptiques
(tr.it. Genesi apocalittiche)
L'Association 1995

Albo fuori commercio, destinato ad amici e membri dell'Association, e derivato da un'idea in origine pubblicata sulla fanzine ACCI H3319. Verrà ridisegnato e ripubblicato ufficialmente nel 1999 in forma di ciò che l'Association definisce "Mimolette" (ovvero il classico comic book americano, 17x26cm, 32 pagine).
Come il titolo suggerisce, si tratta di sei fiabe filosofiche narranti sei differenti genesi: l'Eroe, la Morte, il Denaro, Dio e l'Uomo, i Marziani e la Vita.

19) Chiquenaude
(tr.it. lett. "Buffetto")
Dargaud 1996

Supplemento gratuito di 16 pagine a Les Inrockuptibles n.45, una rivista di musica cui Trondheim ha collaborato con articoli e tavole a fumetti. Oltre a varie tavole autobiografiche in cui Trondheim si rappresenta nella sua forma animale di pennuto dal becco corto e dallo sguardo torvo, ci alcune pagine inedite di "Pichenettes".

20) Les formidables aventures de Lapinot 2: Pichenettes
(tr.it. Le formidabili avventure di Lapinot 2: Pichenettes, lett. "buffetti")
Dargaud 1996

Tradotto per le edizioni americana e tedesca, è il secondo albo di Lapinot (dopo Slaloms) a presentare i personaggi nell'evoluzione delle loro storie nel continuum contemporaneo, sia pure stavolta invaso da un elemento fantastico: una strana ed esilarante maledizione che affligge Lapinot e Richard.

21) Promenade
(tr.it. Passeggiata)
Autrement 1996

Storia di 21 tavole in bianco e nero, per l'antologia ecologista "Histoires Graphiques IV: Noire est la Terre" (tr.it. Storie Grafiche IV: Nera è la Terra). Usa i quattro protagonisti di Slalom, questa volta nell'ambito di una vacanza in campagna, con annessa contemplazione della natura e disquisizioni in merito. È stata ristampata in USA su The Nimrod n.4 (uscito nel 2000).

22) Les formidables aventures de Lapinot 3: Walter
(tr.it. Le formidabili avventure di Lapinot 3: Walter)
Dargaud 1996

Ambientazione horror d'inizio secolo per Lapinot. Continuano le edizioni americana e tedesca, mentre quella italiana ha saltato sia questo albo che il precedente.

23) Les formidables aventures de Lapinot 0: Slaloms
(tr.it. Le formidabili avventure di Lapinot 0: Slaloms)
Dargaud 1997

In Italia: "Le formidabili avventure di Lapinot 0: Slaloms" - Edizioni Bande Dessinée 1999, lire 16.000
Riedizione di Slaloms, interamente ridisegnata e a colori, che viene numerata ufficialmente come parte (e principio) della saga di Lapinot.

24) Enfer & Damnation Livre 2: Non, non, non
(tr.it. Inferno & Dannazione Libro 2: No, no, no)
L'Association 1997

Ancora una Patte de Mouche contenente ciò che Trondheim chiama "bandes dessinées en pantomime", ovvero umoristici senza parole con personaggi disegnati in modo essenziale. Un genere che ama molto, al punto che, non trovandone abbastanza da leggerne, se li disegna da solo. In questo caso, si narra l'intera esistenza, dall'infanzia alla morte, di un personaggio capace solo di dire di no.

25) Les aventures de l'univers
(tr.it. Le avventure dell'universo)
Dargaud 1997

Volume di 48 pagine che raccoglie le tavole autobiografiche o di commento all'attualità realizzate per Les Inrockuptibles (incluse quelle già apparse su Chiquenaude), e altre per Lapin.

26) Le pays des trois sourires
(tr.it. Il paese dei tre sorrisi)
L'Association 1997

100 strisce originariamente realizzate per la rivista Strips, e raccolte ora in formato "Eperluette" (albo classico francese).

27) Projets (tr.it. Progetti)
Sans Titre 1998
Storie di Lewis Trondheim e Jean Yves Duhoo.
Disegni di Lewis Trondheim, Jean-Pierre Duffour, Yves Got, Killoffer, Fabrice Parme, Thierry Robin e Vince

48 pagine di progetti non realizzati o rifiutati dagli editori. Perle che forse non vedranno mai la luce, salvo per queste prime tavole di prova, come "Willard Watte", giustiziere in stile americano con ambientazione alla Lapinot, o la storia di pirati "Cyclopia", su disegni di Thierry Robin.

28) Les formidables aventures de Lapinot 4: Amour & intérim
(tr.it. Le formidabili avventure di Lapinot 4: Amore & interim)
Dargaud 1998

In Italia: "Le formidabili avventure di Lapinot 2: Amore ad interim" - Edizioni Bande Dessinée 2000, lire 16.000
Altro volume del Lapinot realistico, questa volta alle prese con un'associazione che investiga sulla gente per punirne i peccati. Dedicato agli amanti delle piscine, delle patatine, delle grosse moto e della teologia statistica.
È da questa storia che Vincent Bal vorrebbe trarre un film dal vero.

29) Donjon Zénith 1: Coeur de canard
(tr.it. Lo Zenit del Dongione 1: Cuore d'anatra)
Delcourt 1998
Storia: Lewis Trondheim & Joann Sfar

In Italia: "La Fortezza 1: Cuore d'anatra" - Phoenix 1999, lire 15.000
Esordio di un'altra serie fondamentale nella carriera di Trondheim, questa volta puramente (?) fantasy. Facciamo la conoscenza con il favoloso Dongione (o Fortezza, che dir si voglia), dove il Guardiano ("le Maître", un vecchio e piccolo pennuto dallo sguardo fiero e dalla lunga tuba nera) mantiene in perfetta efficienza miriadi di stanze ricolme di trabocchetti e mostri per adescare avventurieri in cerca di fortuna. Il soggetto, che sembra uscire dritto dritto dal videogame Dungeon Keeper, si colora di folli trovate ad ogni pagina, quando si fa la conoscenza coi variopinti mostri, nemici e assistenti del Guardiano. I protagonisti effettivi della saga sono in realtà l'anatra Herbert, eroe riluttante dal complesso passato, e il draconiano Marvin, potentissimo guerriero vegetariano che non può uccidere chi lo insulta.

30) Galopinot
L'Association 1998
Storia e disegni: Lewis Trondheim & Mattt Konture

Patte de Mouche di 22 pagine frutto di un'improvvisazione scaturita in tre giorni dal vivo tra Trondheim e Konture (che disegnavano contemporaneamente), e concernente l'incontro tra i due rispettivi personaggi Lapinot e Galopu.

31) Ordinateur mon ami
Dargaud 1998

Raccolta di tavole ad argomento informatico realizzate per le riviste di computer SVM Mac e Astrapi. I protagonisti Patrick e Félix verranno ripresi in seguito in un serial personale (il secondo compare anche nel sesto tomo di Lapinot, in cui duetta con Richard).

32) Donjon Zénith 2: Le Roi de la Bagarre
(tr.it. Lo Zenit del Dongione 2: Il Re del Caos)
Delcourt 1998
Storia: Lewis Trondheim & Joann Sfar

In Italia: "La Fortezza 2: Il Re del Casino" - Phoenix 2000, lire 15.000
Continuano le avventure di Herbert e Marvin, questa volta di matrice particolarmente filosofica, contenente riflessioni sulle motivazioni personali e sul senso ultimo della guerra.

33) Les formidables aventures de Lapinot 5: Vacances de printemps
(tr.it. Le formidabili avventure di Lapinot 5: Vacanze di primavera)
Dargaud 1999
Storia: Franck Le Gall

La prima volta di Lapinot in mano a un altro sceneggiatore, per l'ambientazione da romanzo ottocentesco inglese, tra campagne e giovani gentiluomini dalle lunghe orecchie che scoprono l'amore. Tema sentimentale e tono molto più serio del solito.

34) Monstrueux bazar
(tr.it. Un mostruoso bazar)
Delcourt 1999

Il primo della serie "Monstrueux", albi realizzati nello stile grafico delle altre serie per gli editori maggiori (Delcourt e Dargaud). Si tratta di storie pensate per l'infanzia, e in cui però recita da protagonista la stessa famiglia di Trondheim (nella versione "animalizzata", ovviamente: ossia in forma di pennuti un po' disneyani), e in particolare i due figli Pierre e Jeanne, voci narranti, e i mostri da loro disegnati, che prendono vita. Uno di questi, che li seguirà ovunque, si chiama Jean-Christophe (in "omaggio" all'amico e collega Menu).

35) Donjon Crépuscule 101: Le Cimetière des Dragons
(tr.it. Il Crepuscolo del Dongione 101: Il Cimitero dei Draghi)
Delcourt 1999
Storia: Lewis Trondheim & Joann Sfar.
Disegni: Joann Sfar

Il progetto Donjon si comincia ad allargare, spostandosi nell'estremo futuro. Sfar ai disegni, stavolta, il che significa un ribaltamento del sistema di lavoro del Donjon Zénith (gli schizzi di storyboard di Trondheim ridisegnati da Sfar e non viceversa), ma con risultati tutto sommato omogenei (salvo per lo stile grafico finale leggermente diverso), data la grande osmosi che si verifica tra i due pard.
Il tono della storia è più cupo rispetto alla serie classica, e vede il mondo di Terra Amata completamente devastato da un cambiamento climatico: il pianeta ha smesso di ruotare, e i pochi sopravvissuti vivono al limite tra le zone di luce e notte eterna, soggiogati dal tirannico Grand Khan e la sua milizia, detta Gehenna. Un coniglio rosso, di nome Marvin il distruttore, viene esiliato dal suo popolo, e si aggira per questo scenario, incontrando alcune facce conosciute, sia pure un po' cambiate dal tempo trascorso.

36) Les formidables aventures de Lapinot 6: Pour de vrai
(tr.it. Le formidabili avventure di Lapinot 6: Per davvero)
Dargaud 1999

Continua l'evoluzione stilistica di Lapinot, in un ennesimo albo d'ambientazione contemporanea, in cui il nostro eroe accompagna Nadia, novella giornalista, a intervistare diversi personaggi da cronaca, dal testimone di un avvistamento UFO al rivoluzionario in punto di morte. Dopo "Vacances de printemps", ancora un tono tra il surreale e l'intenso, anche se non mancano le gag di Richard alle prese con il Félix di "Ordinateur mon ami".

37) Monstrueux Noël
(tr.it. Un mostruoso Natale)
Delcourt 1999

Secondo albo Monstrueux. Lewis, Brigitte (Findakly, la colorista che Trondheim ha sposato), Pierre e Jean vanno in vacanza sulla neve, con il mostro gentile Jean-Christophe sempre al seguito. Tra i vari mostri, incontreranno anche Babbo Natale.

38) Donjon Potron-Minet -99: La Chemise de la Nuit
(tr.it. L'Alba del Dongione -99: La camicia da notte o Il tessuto della notte)
Delcourt 1999
Storia: Lewis Trondheim & Joann Sfar.
Disegni: Christophe Blain

La Fortezza torna alle origini (partendo dalla tavola -4599), narrando la gioventù del Guardiano (rappresentato con una forma che fonde quelle usate per i fumetti autobiografici di Trondheim e Sfar). Prima che il Guardiano diventasse tale, quando ancora la Fortezza non esisteva, era Hyacinthe de Cavallère, rampollo di una nobile famiglia guerriera. Il suo percorso iniziatico in un mondo i cui valori stanno rapidamente cambiando racchiude tutte le componenti che riassumono la poetica di Trondheim (e di chi gravita attorno a lui): humour, avventura, riflessione, poesia.
L'uscita di questo albo ha fatto ridenominare le precedenti uscite della serie principale (e quelle future poste sulla stessa linea temporale) come "Donjon Zénith", in quanto al centro tra Crépuscule e Potron-Minet.

39) Donjon Zénith 3: La princesse des barbares
(tr.it. Lo Zenit del Dongione 3: La principessa dei barbari)
Delcourt 2000
Storia: Lewis Trondheim & Joann Sfar

In Italia: "La Fortezza 3: La principessa dei barbari" - Phoenix 2000, lire 15.000
Herbert e Marvin alle prese con una gatta di stirpe pseudo-mongola e i problemi provocati dal suo popolo alla Fortezza. Oltre a varie altre cosucce.

40) Les cosmonautes du futur
(tr.it. I cosmonauti del futuro)
Dargaud 2000
Disegni: Manu Larcenet

Nuova serie per ragazzi, avente per protagonisti due bambini delle elementari alle prese col mondo circostante: Martina ritiene che tutti oltre a lei siano robot, e Gildas pensa invece che si tratti di alieni. Classico intreccio di battute dal sapore esistenzialista e ironica tenerezza a tratti persino un po' inquietante.

41) Monstrueux dindon
(tr.it. Un mostruoso tacchino)
Delcourt 2000

Terzo albo Monstrueux, con la famigliola Trondheim in gita in campagna. I piccoli Pierre e Jeanne troveranno molti mostri anche qui. Il bello di essere figli di tanto papà.

42) Trondheim in America
Expo 2000

Storia autobiografica (relativa a un viaggio in USA) scritta in inglese e comparsa sull'antologia amerinda Expo 2000, pubblicata in occasione dell'annuale ritrovo degli indipendenti americani, e il cui profitto è devoluto al Comic Book Legal Defense Fund (come dire: si fottano le balene, salviamo i fumettisti).

43) Les formidables aventures de Lapinot 7: La couleur de l'enfer
(tr.it. Le formidabili avventure di Lapinot 7: Il colore dell'inferno)
Dargaud 2000

Un Lapinot che si rivela di genere solo a lettura inoltrata, risultando in qualche modo l'unione tra Pichenettes e Pour de vrai.

44) Bonjour, Petit Père Noël
(tr.it. Buongiorno, Piccolo Babbo Natale)
Dupuis 2000
Disegni: Thierry Robin

In Italia: " Buongiorno, Piccolo Babbo Natale" - Bande Dessinée 2000, lire 24.000
I classici problemi di Babbo Natale nel pieno delle sue funzioni, in una storia classica di 48 tavole interamente priva di testo.

45) Donjon Parade 1: Un donjon de trop
(tr.it. La Parade del Dongione 1: Un dongione di troppo)
Delcourt 2000
Storia: Lewis Trondheim & Joann Sfar.
Disegni: Manu Larcenet

Serie parallela alla Fortezza, creata per permettere l'esistenza di storie che non incidessero sulla complessa continuity dei tre serial incatenati. Idealmente collocate in un momento atemporale situato tra il primo e il secondo tomo dello Zénith, le avventure di Donjon Parade, lunghe soltanto 32 tavole, si concludono lasciando totalmente inalterati personaggi e mondo.
Larcenet mette i suoi disegni al servizio dello stile di Trondheim, limitandosi a riprodurlo fedelmente.

46) Les trois chemins (tr.it. I tre sentieri)
Delcourt 2000
Disegni: Sergio Garcia

In Italia: "I tre sentieri" - Bande Dessinée 2001, lire 20.000
Tre personaggi e le loro storie si incrociano, sfiorandosi e influenzandosi a vicenda in un esercizio di sceneggiatura assolutamente mirabile, salutato come uno dei capolavori di Trondheim.

47) Politique étrangère
(tr.it. Politica straniera)
L'Association 2000
Disegni: Jochen Gerner

100 strisce in bianco e nero per lo spigoloso tratto di Gerner, che narrano la vicenda di uno straniero precipitato con l'aereo in un regno che mai era stato visitato prima d'allora, e colto da amnesia. La girandola di discussioni tra il dispotico re, l'ottuso capo dell'esercito e altri personaggi porta a varie riflessioni umoristiche su politica, xenofobia e religione.

48) Venezia 1: Triple jeu
(tr.it. Venezia 1: Triplo gioco)
Dargaud 2001
Disegni: Fabrice Parme

Serie classica ambientata nella Venezia del XVI secolo, narrante gli intrighi tra una spia di Carlo V e una di Francesco I. Si trattava di uno dei progetti irrealizzati inclusi nel volume Projets.

PROSSIMAMENTE (i titoli e l'ordine di uscita potrebbero variare):

49) Monstrueux Dinosaure
(tr.it. Mostruoso Dinosauro)
Delcourt 2001

Quarto albo delle avventure monstreux della famiglia Trondheim.

50) The King Catastroph / Le Roi Catastrophe
(tr.it. Il Re Catastrofe)
Delcourt 2001
Disegni: Fabrice Parme

51) Donjon Crépuscule 102: Le volcan des Vaucanson
(tr.it. Il Crepuscolo del Dongione 102: Il Vulcano di Vaucanson)
Delcourt 2001
Storia: Lewis Trondheim & Joann Sfar

Continua la serie ambientata nel futuro della Fortezza.

52) Donjon Monsters 1: Jean-Jean la Terreur
(tr.it. I Mostri del Dongione 1: Jean-Jean il Terribile)
Delcourt 2001
Storia: Lewis Trondheim & Joann Sfar.
Disegni: Mazan

Altra serie spin-off della Fortezza.

53) Les cosmonautes du futur 2 (tr.it. I cosmonauti del futuro 2) - Dargaud 2001
Disegni: Manu Larcenet

Continua la serie per l'infanzia disegnata da Larcenet.

54) Donjon Crépuscule 98: Un justicier dans l'ennui
(tr.it. Il Crepuscolo del Dongione 98; Un giustiziere annoiato)
Delcourt 2001
Storia: Lewis Trondheim & Joann Sfar.
Disegni: Christophe Blain

Precedentemente annunciato come "Les souterrains interdits" (tr.it. I sotterranei proibiti).

55) Lit' fables (tr.it. Piccole favole)
L'Association 2001

Forse corrisponde al volume precedentemente annunciato per Dargaud come "Fables à blabla".

56) Donjon Monsters 2: Le Géant Qui Pleure
(tr.it. I Mostri del Dongione 2: Il Gigante Che Piange)
Delcourt 2001
Storia: Lewis Trondheim & Joann Sfar.
Disegni: Jean-Christophe Menu

Continua la seconda serie parallela alla Fortezza.

57) Donjon Parade 2: Le Sage du Ghetto
(tr.it. La Parade del Dongione 2: Il Saggio del Ghetto)
Delcourt 2001
Storia: Lewis Trondheim & Joann Sfar.
Disegni: Manu Larcenet

Continua la prima serie parallela alla Fortezza.

58) Papa raconte
(tr.it. Papà racconta)
Delcourt 2001
Disegni: José Parrondo

59) Monstrueux Dinosaure 2 (tr.it. Mostruoso Dinosauro 2) - Delcourt 2001
Quinto albo della serie famigliare "monstreux", secondo con il "mostruoso dinosauro" come protagonista.

60) Joyeux Halloween, Petit Père Noël
(tr.it. Felice Halloween, Piccolo Babbo Natale)
Dupuis 2001
Disegni: Thierry Robin

Secondo albo per il Piccolo Babbo Natale.

61) The King Catastroph 2 / Le Roi Catastrophe 2: Adalbert perd les pédales
(tr.it. Il Re Catastrofe 2: Adalbert perde i pedali)
Delcourt 2001
Disegni: Fabrice Parme

62) Donjon Monsters 3: My son, the killer
(tr.it. I Mostri del Dongione 3: Mio figlio, l'assassino)
Delcourt 2002

Storia: Lewis Trondheim & Joann Sfar.
Disegni: Vincent Sardon

Continua la seconda serie parallela alla Fortezza.

63) Patrick et Félix, Cyberculteurs
(tr.it. Patrick e Felix, Cybercultisti)
Dargaud 2002

I due protagonisti delle strisce di Ordinateur mon ami assurgono all'onore di una serie personale.

È infine attualmente scomparso dall'agenda l'annunciati "Le Château Céleste" (su disegni di Jochen Gerner, precedentemente in programma per L'Association nel 2001).

[END BIBLIHEIM]


 

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