ETERNAUTI VECCHI E NUOVI

di fish 

Attirate dallo strillo in copertina e dal tam tam fra gli appassionati, si sono avvicinate con curiosità a questo fumetto molte persone che dell'Eternauta avevano soltanto sentito parlare. Senza contare il richiamo nostalgico per chi aveva amato la storia originale, apparsa la prima volta in Italia oltre vent'anni fa sulle pagine del settimanale Lanciostory.

Il risultato? Ammesso che abbiano resistito fino in fondo, i nuovi lettori staranno ancora chiedendosi per quale strano motivo gli "anziani" abbiano sempre parlato di questo personaggio in termini quasi leggendari. I vecchi lettori saranno stati presi da estremo sconforto per l'indegno seguito riservato da Francisco Solano Lopez a quello che ricordavano, giustamente, come uno dei più grandi fumetti di tutti i tempi.

Si rassicurino, gli uni e gli altri: quello che hanno visto, in tutina attillata con simbolo di infinito cucito sopra, fare ripetutamente a cazzotti con le mucche culturiste dall'oltrespazio NON È, per fortuna, il VERO Eternauta, ma un personaggio piatto e fuori parte che poco o nulla ha in comune con il protagonista della serie originale.

A prescindere dalle motivazioni che hanno spinto a produrlo, Il mondo pentito non è soltanto un pessimo seguito, ma anche un brutto fumetto tout court. A dir poco confusionaria appare infatti la vicenda fantascientifica narrata da Pol (Pablo Maiztegui), coautore dei testi e (non accreditato) dei disegni. In breve: nel suo girovagare tra i continuum spazio-temporali, Juan Galvez compare ai giorni nostri su una Terra alternativa e racconta a un gruppo di ufologi di essere appena fuggito da un pianeta alieno abitato da grandi bovini umanoidi che ordiscono, novelli Borgia, sanguinose congiure di palazzo. Se già le premesse non sono incoraggianti, l'estrema velocità con cui tutto procede rende questo fumetto troppo simile a un film visto con il fast forward premuto: gli autori hanno un'estrema fretta di arrivare in fondo, ma nello stesso tempo tentano di comprimere in 50 tavole fin troppi spunti e idee, peccando di pesantezza e superficialità. Alle didascaliche spiegazioni sulla società aliena e sui complicati intrighi di corte, inframmezzate da prediche ecologiste e inni alla fratellanza universale, si alternano scene d'azione che sconfinano nel ridicolo involontario.

Emblematico il momento in cui, all'esterno di un'astronave in volo, in bilico sull'abisso e caricato da un bovino, Juan ci informa che sta pensando a come se la caverebbero i vecchi amici Ferri e Lucas in tali circostanze; indi, toreando il cattivo con una provvidenziale muleta, lo manda a sbattere contro un pilone metallico ("BONK!", recita l'onomatopea).
E via così fino in fondo, tra lezioncine e inseguimenti, tra luoghi comuni e grandi zuffe l'ultima delle quali, sulla Terra, coinvolge anche il gruppo di ufologi. Finale arruffato e frettoloso, titoli di coda, appuntamento alla prossima puntata cui Lopez sta già lavorando.

Se la parte testuale non brilla, un po' meglio si può dire dei disegni: rimangono sempre intatti lo spettacolare gusto per le inquadrature e la solida costruzione narrativa di Solano Lopez. Superato il trauma iniziale, la colorazione al computer data da Maiztegui presenta qua e là alcuni spunti non disprezzabili. Non altrettanto avviene però con le sue rifiniture, che in diverse occasioni coprono e banalizzano il tipico, vigoroso tratteggio di Lopez: l'ennesima pecca di un progetto sbagliato e inutile già in partenza. Tirando le somme, la cosa più interessante di questo volume è la ricca parte introduttiva, la cui presenza è di per sé un evento rarissimo nella storia dell'Eura.

Per nostra fortuna, possiamo sempre leggere o rileggere il vero Eternauta.

La storia editoriale di questo personaggio è piuttosto articolata, sia in patria che in Italia. Quella che viene comunemente definita "prima parte", perfettamente compiuta e conclusa in sé, scritta da Hector German Oesterheld e disegnata da Francisco Solano Lopez, compare a puntate sulla rivista argentina Hora Cero fra il 1957 e il 1959.

Nel 1969, dopo alcuni misconosciuti episodi in prosa, Oesterheld e Alberto Breccia realizzano un vero e proprio remake della prima parte, alterando la storia e i personaggi per renderne più esplicite le tematiche di denuncia: per questo motivo, e per l'estremo sperimentalismo grafico impiegato da Breccia, pubblico ed editore della rivista argentina Gente non gradiscono, costringendo Oesterheld a concludere in fretta la vicenda. Questo remake è anche il primo Eternauta ad approdare in Italia, nel 1972, in tre puntate sulla rivista Linus, dove ottiene un immediato successo venendo più tardi raccolto in volume (Oltre il tempo, Edizioni Isola Trovata, 1979).

Nel 1976, in un periodo critico della propria vita, braccato dal regime militare e costretto in semiclandestinità, Oesterheld sceneggia per la rivista Skorpio delle Ediciones Record quella che viene comunemente chiamata "seconda parte", disegnata ancora da Solano Lopez.. Questo seguito, l'unico ufficiale, è anche l'ultimo apporto di Oesterheld al suo personaggio più celebre: nessuna delle avventure successive porterà più la firma del grande autore argentino, desaparecido dall'aprile '77.

Proprio nel 1977 arriva finalmente in Italia la prima parte, cui segue a ruota la seconda, entrambe a puntate sul settimanale Lanciostory. Il formato originale della prima parte è orizzontale, perciò l'Eura opta per il rimontaggio: se ne incarica l'art director Ruggero Giovannini, che ottiene risultati apprezzabili, ferma restando l'opinabilità della scelta. Ingiustificata invece la decisione di posporre la vicenda dagli anni '50 agli anni '70, alterando parzialmente il finale e cambiando il nome a molti personaggi (il protagonista, Juan Salvo, diventa in Italia Juan Galvez; Favalli diventa Ferri; Mosca diventa Ruiz e così via).

Il successo è grande e negli anni la serie viene più volte ristampata, sia sui settimanali che in tre volumi delle collane Euracomix (n.55/56/57) e FantacomiX-Day (n.1/2/3): in entrambe le ristampe è stato eliminato ogni riferimento alle date esatte in cui si svolge la vicenda.

Nel 1979, l'editrice Comic Art stampa nella collana Yellow Kid una versione filologica in quattro volumi, nei formati originali, con nuova traduzione che ripristina i nomi veri: tirati in pochi esemplari oggi ricercatissimi, questi volumi sono di fatto GLI UNICI a presentare la serie così come è stata concepita.

Nel 1982, splendido omaggio alla saga da parte di Ricardo Barreiro e Juan Gimenez nell'ultimo episodio di La Città, serie poi raccolta in Euracomix n.16 e FantacomiX-Day n.4.
Nello stesso anno, per il lancio dell'omonima rivista antologica italiana (L'Eternauta, Edizioni EPC), viene commissionata in Argentina la "terza parte": ai testi l'italiano Alberto Ongaro, ai disegni Solano Lopez che però si dissocia molto presto dal progetto chiedendo di non essere accreditato e viene sostituito dagli assistenti Oswal (Osvaldo Viola) e Mario Morhain. L'opera è in seguito pubblicata anche su Lanciostory come inserto omaggio da rilegare e raccolta da Comic Art in due volumi della collana Best Comics (n.25/26).

Nel 1997, a puntate su Revista Nueva (Ediciones ADI) e poi in volume per Club del Comic, compare questo El Eternauta: El mundo arrepentido di Pol e Solano Lopez.

Nel 1999 arriva El Eternauta: Odio cosmico, di autori vari, mensile in formato comic book di 32 pagine a colori, la cui pubblicazione in Argentina presso Ediciones Record si interrompe al terzo numero.

Infine, è imminente (febbraio 2001) la serializzazione su Lanciostory di una nuova avventura realizzata da Solano Lopez, questa volta in bianco e nero.

L'Eternauta: Il mondo pentito (El Eternauta: El mundo arrepentido, 1997), pubblicato su Euracomix n.136 (Eura editoriale, 1/2000), volume cartonato di 64 pagine a colori, lire 15.000.


 

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